Le pillole dell'Osservatorio. Belle le tradizioni, ma....(Vincenzo Sena)

Belle le tradizioni, ma…
Le palme distrutte 006 

Per la Domenica derlle Palme

(Può sembrare che ne parli in ritardo, ma non è così. La festa delle Palme è solo un pretesto per esprimere alcune mie considerazioni sulle tradizioni popolari delle nostre parti e senza prevenzioni.)

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Attraverso le foto che vi propongo, potete vedere come sia grande la fantasia creativa , quando si tratta di tradizioni popolari. E io ho sempre pensato che un popolo è vivo, è civile, è progredito quando sa rispettare gli usi e i costumi che lo hanno caratterizzato nella sua storia e di questi usi, anche se spesso si tratta di mitizzazioni che trasformano la realtà e ne danno una versione “personalizzata” e resa fruibile nel tempo, annualmente fanno sfoggio di creatività e inventiva particolare.
Il Giorno delle Palme è una tradizione religiosa che, a me laico e un po’ “cinico” su certe manifestazione che assumono il più delle volte il crisma della paganità e della superstizione, in fondo devo dire non importa gran che. Mi ricordo di essermi divertito alquanto solo per qualche anno della mia adolescenza, poi ho cambiato “tendenza”. Però è veramente triste constatare che col tempo certe manifestazioni popolari cambiano volto e tralignano, assumo connotati negativi, almeno in parte. Come succede, per esempio, per “li vamparotti”, i fuochi che si accendono perle vie della città il 7 dicembre, vigilia dell’Immacolata, quando i ragazzi fanno incetta di alberi delle periferie, li abbattono inesorabilmente e ne fanno legna da ardere ( una volta non era così: si bruciavano piccoli fasci di stoppie “donati” per l’occasione dai contadini e dalle donne di casa, o tavole vecchie ,sedie rotte e quanto altrimenti si sarebbe buttato nelle “discariche di famiglia. Gli alberi, giustamente non si toccavano. Ora le periferie di canicattì sono diventate brulle e “desertiche” e anche “li vamparotti” cominciano a diradarsi e la tradizione finirà collo scoparie , per mancanza di materia prima).
Ecco la festa delle palme. Forse finirà allo stesso modo, sia per il “punteruolo rosso” che le sta distruggendo tutte, a cominciare da Palermo, e per l’altrettanta cattiva, “criminale” abitudine di questi “artisti” che una volta l’anno, nella settimana che la precede riempiono le loro bancarelle di queste belle, bisogna riconoscerlo comunque, creazioni fatte di “foglie” tenere di palma, che si ottengono dalla parte interna che la tiene in vita, uccidendola, come i funesto insetto.