P.ANCONA:CGIL,si avvicina l'ora delle decisioni

Si avvicina l'ora delle decisioni

I lavoratori hanno bisogno di una Confederazione che sia loro e non della Confindustria e del Governo

Oramai manca poco al completamento della spoliazione dei diritti che i lavoratori si sono conquistati attraverso lotte che hanno impegnato generazioni sempre con la guida della CGIL. Fatto l'accordo separato sui contratti, non firmato dalla Cgil, mancano all'appello il contratto unico a tempo indeterminato
che è uno strumento subdolo per la cancellazione dell'art.18, la privatizzazione dell'Inps e dell'Inail, una drastica revisione dei trattamenti di malattia e del welfare.
In atto abbiamo ventidue milioni di lavoratori con salari inferiori a quelli di venti anni fa e cinque milioni di precari, lavoratori-schiavi soggetti alla benevolenza del datore di lavoro per la riconferma, privi di fondamentali diritti. In effetti si tratta di lavoratori truffati che avrebbero dovuto essere assunti a tempo indeterminato e che la legge Biagi ha incatenato ad una vita senza futuro, senza speranze e con retribuzione ridicola. Dobbiamo sapere che quasi tutti i contratti di lavoro a tempo determinato sono fumus permessi da
una violazione della legge legalizzata dalle norme della legge trenta e da circolari ministeriali fatte da persone esperte nell'elusione e nell'aggiramento del diritto. Il lavoratore di Licata morto ieri in modo spaventoso all'età di 24 anni era un precario alla stanga di oltre quattordici ore. Il precariato produce morte che la legge recente non può evitare.
In queste condizioni la CGIL non può limitarsi a non firmare i contratti,ad indire referendum tra i lavoratori (che sanno che il loro voto sarà una testimonianza senza conseguenze), a cercare di ridurre i danni di una tendenza alla sconfitta totale dei lavoratori aiutata da una crisi che viene usata senza scrupoli per terrorizzarli.
Che cosa può fare la CGIL? Negli ultimi due anni ha dovuto firmare un accordo con il governo Prodi che difatto peggiora le pensioni, aggrava il precariato, riduce il welfare. Ha firmato un accordo con l'Alitalia che contiene norme in contrasto non solo con diritti dei lavoratori ma coi diritti generali delle persone. Un accordo scandaloso che favorisce una cordata capeggiata da Colannino che ha messo fuori diecimila lavoratori, acquistato a prezzo stracciato un patrimonio enorme, privatizzato un servizio che probabilmente dovrà cedere presto.
Sono mesi che la Confindustria ha pronto nel cassetto dopo averlo steso con la collaborazione di Cisl e Uil il progetto di modifica del contratto di lavoro che è nello stesso tempo un momento di passaggio verso nuove forme di rapporti non più conflittuali ma collaborativi, una forma di neocorporativismo nella quale i sindacati vengono assorbiti in funzione parastatale come gestori con il padronato di enti bilaterali che hanno l'obiettivo di privatizzare il welfare. Al rifiuto della CGIL di firmare, dopo la solita campagna della CGIL che non capisce la modernità, si è mosso con molta preoccupazione il PD costituendo una task force che ha lo scopo di ricondurre la CGIL a Canossa come è già stato fatto nei due casi precedenti.
A questo punto si impone una riflessione che è la seguente: l'Unità sindacale serve ai lavoratori oppure alla Confindustria ed al Governo? Serve certamente alla Confindustria ed al Governo! La CGIL è sempre la grande bellissima organizzazione dei lavoratori italiani o è diventata o rischia di diventare altro?
Il problema è di autonomia. La CGIL è sempre stata al passo con le scelte compiute dal PCI. La svolta dell'Eur non ha forse coinciso con la politica del compromesso storico e favorito l'ingresso del PCI nel governo? Ma esistevano margini che ora sono scomparsi., e gli interessi strategici del PCI contenevano una crescita poderosa della condizione del lavoro.Oggi il PCI che ha dentro il suo gruppo parlamentare non solo Ichino ma due pezzi da novanta della Confindustria, come Colannino e Caleari, il pci che per un lungo periodo della sua storia è stato classista (fino a proporre il referendum sulla scala mobile) e poi per un altro periodo ha osservato una sorta di terzietà tra aziende e lavoratori, o è schierato con la Confindustria e con le aziende e preme sulla CGIL, perchè continui ad accettare condizioni di sempre maggiore umiliazione dei diritti dei lavoratori. Ora il PCI si chiama PD ed ha compiuto una scelta di pieno liberismo (fuori tempo massimo, per me, dal momento che il liberismo è in crisi) che non prevede alcuna tutela dei lavoratori tranne qualche misura compassionevole Il PD porta al tavolo del nuovo bipartitismo in dote una CGIL, in cui la sua componente che è maggioritaria, riesce a fare compiere scelte che oramai confliggono apertamente con gli interessi dei lavoratori.
Per questo ritengo che dal momento che il PD non rinunzia ad esercitare una pesante tutela sulle scelte della CGIL si ponga a molti a cominciare delle categorie che più stanno soffrendo le conseguenze delle politiche di concertazione di decidere sul che fare. Cercare di impedire alla CGIL di compiere scelte scellerate come quelle del contratto oppure prendere atto che questo stato di cose in cui il massimo che è concesso alla CGIL è giocare di rimessa, ridurre il danno, è insostenibile e dannoso? Insomma porsi il problema della disaffiliazione della CGIL delle categorie che si ritengono immediatamente danneggiate e di organizzare una nuova Confederazione che anzicchè dialogare con Cisl e UIL e con la UGL della Polverini raduni in una potente organizzazione di classe tutto il sindacalismo di base e la tradizione riformista ma non capitolarda della CGIL di Di Vittorio, Santi, Novella, Lama,Foa.
La nascita della nuova Confederazione dovrebbe avvenire proponendo soluzioni alla crisi non regalando miliardi alle aziende ma aumentando i salari e le pensioni, soluzioni di abolizione del precariato che deve essere limitato ai lavori stagionali, di revisione della pensione ritornando al sistema a riparto, di netta chiusura alle privatizzazioni che hanno aumentato i costi dei servizi locali alle famiglie, di una scuola pubblica senza finanziamento per i privati, di una sanità per tutti finanziata dalla fiscalità generale.
Pietro Ancona
già segretario generale della CGIL siciliana
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
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