Editoriale ( V. Sena)

Sciogliamo le riserve…o meglio…

(Vincenzo Sena)

 

Dovevo riaprire il discorso “editoriale” appena la nuova veste del sito fosse stata varata....

Scusandomi per aver tardato tanto, - ma la nuova veste ancora non arriva definitivamente - ho bisogno di esternare su alcune importanti operazioni avvenute in questo inizio d’anno in Italia e nel mondo.Sciolgo le riserve e comincio subito da ciò che succede “oltre frontiera”,non in ordine cronologico, bensì un po’ alla rinfusa.

La cosa che più mi urge è il modo disumano, degno dei peggiori criminali di guerra, in cui sono trattatati i palestinesi: vengono soffocati nella piccola striscia di Gaza e privati di ogni minimo confort che è, invece. riconosciuto al popolo più lontano e reietto del mondo, se ancora ce n’è (purtroppo ce n’è,  ce n’è ancora     “ vergogna delle umane genti”). Per ritorsione, i governanti israeliani ( non il popolo ebreo, che, secondo me, non c’entra in tutto questo storico andazzo – lunga vita agli ebrei, come ai palestinesi !) ha deciso di chiudere i rubinetti dei carburanti per riscaldarsi – in pieno inverno! – hanno tagliato i ponti ai rifornimenti di viveri, hanno fatto mancare la luce elettrica perfino agli ospedali….. E io immagino come possono vivere, donne bambini. Vecchi sani e malati, i palestinesi tutti che si trovano improvvisamente in queste terribili condizioni.

Ma un popolo affamato, disperato, abbandonato, trova sempre il modo per uscire dagli stenti, dall’oppressione più becera e disumana, dall’accerchiamento. Per poche centinaia di irresoluti fanatici che si ostinano a non volere riconoscere lo Stato di Israele – e ricorrono spesso anche a metodi terroristici altrettanto condannabili come il metodo adottato dal governo israeliano nella circostanza- milioni di essere umani innocenti sono costretti a rivolgersi con la “forza delle bombe” e con il tritolo contro  il “muro” di confine egiziano e a rifornirsi del necessario in Egitto. Meno male che qui non ci è scappato i morto.

Mastella viene incriminato, con la moglie mezzo Udeur del suo paese per “corruzione o clientelismo” o tutti e due – non ho ancora capito bene, ma non importa. A me interessa fare un discorso da un lato di plauso alla sua decisione di dimettersi, che è la cosa che tutti i politici dovrebbero fare immediatamente, appena solo sospettati. Mi sembrava che quest’uomo politico,, che non ho mai stimato e su cui ho sempre espresso riserve molto nette volesse riscattarsi e mostrare una serietà,   una coerenza e un’onestà impreviste. Subito mi sono sbagliato e me ne sono reso conto, perché, mentre offriva le sue dimissioni, quasi volesse dare atto al principio di trasparenza e rispetto delle prerogative della divisione di poteri in Italia, cosa mai vista, soprattutto dalle nostre parti dove clientelismo, corruttela politica, voto di scambio, connivenza con la criminalità organizzata, sono all’ordine del giorno, soprattutto nelle vecchie “caste” politiche, cosa che tutti sappiamo e che ritarda il progresso civile, sociale ed economico del sud, senza falsi pudori, con veemenza e  furore si lanciava contro i magistrati che  avevano “incastrato, lui, sua moglie, presidente del Consiglio regionale campano e gli altri. Dall’altro lato le sue dimissioni erano accompagnate da un atto, a mio parere opportunista e “vile”, in senso politico, quali sono state le sue dichiarazioni di votare contro la “fiducia”  chiesta da Prodi al Senato, facendo cadere un governo che, per quanto contraddittorio e atto di luce ed ombre, lui aveva contribuito a far andare avanti fino a questo momento.

La caduta di Prodi ( questo è il terzo argomento di cui vorrei parlare a caldo nel presente editoriale nei prossimi giorni) - Continua