Emiliano Grisostolo intervista Gwen Rigutto, artista maniaghese

GRISOSTOLO INTERVISTA L' ARTISTA MANIAGHESE GWEN RIGUTTO
Gwen Rigutto è una giovanissima disegnatrice, ma non lo fa
per professione,e a mio avviso dovrebbe dare più spazio a
questa sua grande dote manuale e di fantasia. Credetemi se
vi dico che dovrebbe realmente avere più spazio questa sua
grande dote, ma come si sa, nella vita non sempre c’è la
possibilità di fare sempre ciò per cui si sarebbe più
portati a fare. Nel caso della nostra amica Gwen forse
c’è la voglia di creare qualcosa di particolare, nel
tempo, o forse semplicemente di regalarci delle immagini,
dei dipinti a pillole, rallegrandoci e regalandoci mondi
sconosciuti nei quali potremmo rischiare di perderci.

Raccontaci quindi un po’ di te Gwen. Innanzi tutto, penso
sia la curiosità di molti, il tuo nome, cosa significa?
Quali le tue passioni?
Il mio nome ha origini bretoni e significa angelo bianco o
angelo di Dio, un nome che ha suscitato come hai detto tu
interesse e curiosità di chi incontravo. Un nome che mi ha
portato sempre portato fortuna in quanto restavo nella
memoria delle persone. Ho molte passioni tra cui la pittura
ma ho scoperto anche la scultura, il cucito, creando così
piccole collane e bambole che rappresentano piccoli spaccati
di fiaba.

Nella tua famiglia non sei l’unica con questa grande dote,
chi sono gli altri artisti? Credi di avere attinto da loro
alcune passioni, interessi, ora anche tuoi, che trasporti
nei tuoi lavori, forse inconsciamente?
Mio padre prima di tutto mi ha aperto a questo mondo,
scultore per passione e nella vita (scultore di pietra) e
suo nonno prima di lui (scultore nel cemento). Sono sempre
stata portata fino da piccola all’uso delle mani creandomi
i miei giocattoli e dal momento che in me ancora vive una
bambina continuo tutt’ora a crearli. Mio padre mi ha
sempre supportato aiutandomi ad aprire la mente e a scoprire
tecniche e metodi per creare qualunque cosa io volessi.

Sei sempre stata supportata, aiutata, nella possibile
realizzazione di un tuo sogno, da parte dei tuoi cari o
amici? Immagino che forse un tempo tu volessi fare la
pittrice, ma potrei sbagliarmi. Parlaci dei tuoi sogni, di
quello che fai e che vorresti fare. Se hai qualche progetto
in mente, magari di più ampio respiro.
Non ho mai voluto fare la pittrice o l’artista e magari
vivere di questo. Dal momento che questa mia passione mi
riempie di emozioni temo che l’esser pagata per farlo e
soprattutto su commissione mi tolga questa soddisfazione,
magari mi sbaglio è solo paura di lanciarmi! Chissà il
futuro cosa mi porterà… Non ho progetti, quello che
faccio lo creo per me e per le persone che mi stanno vicino
nei ritagli di tempo dal lavoro.

Quali sono i temi che più ti piace esplorare? Quali i
materiali da te utilizzati? Le tecniche che più ti
piacciono e con le quali hai più confidenza.
I temi sono le fiabe la magia che mi fanno sognare da quando
ero piccola. Non ho una tecnica precisa o un materiale
preferito, mi piace sperimentare. Penso di esprimermi al
meglio con l’acquerello, la scultura su legno ed il
patchwork.

Grazie Gwen, come per altri giovani autori che secondo me
meriterebbero molto più spazio a livello locale ma
soprattutto al di fuori dei confini dei propri sogni, anche
tu ora fai parte di questa schiera di promesse da me
intervistate, che un giorno, ne sono sicuro, faranno parlare
di sé. Per il sottoscritto hai già creato la copertina
del suo ultimo romanzo in ordine di tempo, “Il castello
incantato” è un tuo lavoro. Sono sicuro che avremmo modo
di collaborare ancora insieme in futuro.

Grazie a te per credere in me.
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Gwen Rigutto è una giovanissima disegnatrice, ma non lo fa
per professione, e a mio avviso dovrebbe dare più spazio a
questa sua grande dote manuale e di fantasia. Credetemi se
vi dico che dovrebbe realmente avere più spazio questa sua
grande dote, ma come si sa, nella vita non sempre c’è la
possibilità di fare sempre ciò per cui si sarebbe più
portati a fare. Nel caso della nostra amica Gwen forse
c’è la voglia di creare qualcosa di particolare, nel
tempo, o forse semplicemente di regalarci delle immagini,
dei dipinti a pillole, rallegrandoci e regalandoci mondi
sconosciuti nei quali potremmo rischiare di perderci.

Raccontaci quindi un po’ di te Gwen. Innanzi tutto, penso
sia la curiosità di molti, il tuo nome, cosa significa?
Quali le tue passioni?
Il mio nome ha origini bretoni e significa angelo bianco o
angelo di Dio, un nome che ha suscitato come hai detto tu
interesse e curiosità di chi incontravo. Un nome che mi ha
portato sempre portato fortuna in quanto restavo nella
memoria delle persone. Ho molte passioni tra cui la pittura
ma ho scoperto anche la scultura, il cucito, creando così
piccole collane e bambole che rappresentano piccoli spaccati
di fiaba.

Nella tua famiglia non sei l’unica con questa grande dote,
chi sono gli altri artisti? Credi di avere attinto da loro
alcune passioni, interessi, ora anche tuoi, che trasporti
nei tuoi lavori, forse inconsciamente?
Mio padre prima di tutto mi ha aperto a questo mondo,
scultore per passione e nella vita (scultore di pietra) e
suo nonno prima di lui (scultore nel cemento). Sono sempre
stata portata fino da piccola all’uso delle mani creandomi
i miei giocattoli e dal momento che in me ancora vive una
bambina continuo tutt’ora a crearli. Mio padre mi ha
sempre supportato aiutandomi ad aprire la mente e a scoprire
tecniche e metodi per creare qualunque cosa io volessi.

Sei sempre stata supportata, aiutata, nella possibile
realizzazione di un tuo sogno, da parte dei tuoi cari o
amici? Immagino che forse un tempo tu volessi fare la
pittrice, ma potrei sbagliarmi. Parlaci dei tuoi sogni, di
quello che fai e che vorresti fare. Se hai qualche progetto
in mente, magari di più ampio respiro.
Non ho mai voluto fare la pittrice o l’artista e magari
vivere di questo. Dal momento che questa mia passione mi
riempie di emozioni temo che l’esser pagata per farlo e
soprattutto su commissione mi tolga questa soddisfazione,
magari mi sbaglio è solo paura di lanciarmi! Chissà il
futuro cosa mi porterà… Non ho progetti, quello che
faccio lo creo per me e per le persone che mi stanno vicino
nei ritagli di tempo dal lavoro.

Quali sono i temi che più ti piace esplorare? Quali i
materiali da te utilizzati? Le tecniche che più ti
piacciono e con le quali hai più confidenza.
I temi sono le fiabe la magia che mi fanno sognare da quando
ero piccola. Non ho una tecnica precisa o un materiale
preferito, mi piace sperimentare. Penso di esprimermi al
meglio con l’acquerello, la scultura su legno ed il
patchwork.

Grazie Gwen, come per altri giovani autori che secondo me
meriterebbero molto più spazio a livello locale ma
soprattutto al di fuori dei confini dei propri sogni, anche
tu ora fai parte di questa schiera di promesse da me
intervistate, che un giorno, ne sono sicuro, faranno parlare
di sé. Per il sottoscritto hai già creato la copertina
del suo ultimo romanzo in ordine di tempo, “Il castello
incantato” è un tuo lavoro. Sono sicuro che avremmo modo
di collaborare ancora insieme in futuro.

Grazie a te per credere in me.
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