MARATONA PIROZZI E BIASCO (da Napoli)

 

MARATONA PIROZZI E BIASCO

( Per motivi tecnici, per alcuni giorni non siamo riusciti a connetterci a internet, perciò si sono accumulati diversi contributi di Pirozzi e Biasco – che ringraziamo volentieri e con grande piacere, per la loro interessante prolificità di notizie dal napoletano – “lavori” che “pubblichiamo” in un’unica soluzione in questa pagina, che paragoniamo a una maratona vera e propria, soprattutto per i Puntonauti affezionati che vorranno leggerli. V. S.)

1)Come avviene una grande speculazione : Il caso di Coppola Pinetamare(Pirozzi)

2) Federalismo Fiscale e Mezzogiorno: Quali le conseguenze?(Pirozzi e Biasco)

3)Un'estate piena di problemi ed un autunno difficile

(Pirozzi e Biasco)

4)IL 02 Settembre 2008 riprendono gli incontri tra Sindacati Confederali e Confindustria per la "Riforma Contrattuale(Pirozzi)

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1)Come avviene una grande speculazione : Il caso di Coppola Pinetamare(Pirozzi)

Mercoledì 27 agosto 2008, 08:18

UN DOCUMENTO CHE FA IL PUNTO SU 40 ANNI DI SPECULAZIONE, CONNIVENZE ED INERZIE DELLE ISTITUZIONI DEL NOSTRO PAESE.

Il documento è stato redatto dal Wwf ed il sottoscritto, meritevole di essere conosciuto ,lo porta a conoscenza dei cittadini.

Di Raffaele Pirozzi

COME AVVIENE UNA GRANDE SPECULAZIONE.

Villaggio “Coppola Pineta Mare” sul litorale Domizio

(Comune di Castel Volturno – Caserta)

 

Simbolo della speculazione edilizia, Villaggio Coppola Pineta Mare, è una vera città abusiva: un milione e mezzo di metri cubi realizzati, una superficie di circa 48 km quadrati per un valore presunto di circa 100 miliardi, costruiti su spiaggia e pineta demaniale, senza concessioni edilizie ed autorizzazioni paesaggistiche, una vera e propria città abusiva”.

L’insediamento nasce nei primi anni ‘60 ed oggi comprende migliaia di abitazioni, alberghi, centro congressi, chiesa, caserma dei carabinieri, ufficio postale scogliere artificiali e porto.

Per anni si sono susseguite denunce di Polizia, Carabinieri, cittadini e del WWF, che ha inviato la prima denuncia nel 1974, le quali hanno determinato l’inizio di molteplici procedimenti amministrativi e penali senza mai arrivare ad una condanna della società costruttrice di proprietà di Vincenzo Coppola.. Si tratta di uno dei casi più eclatanti di abusi edilizi sulle coste italiane, con un intreccio di corruzione e connivenze gravi, avvenute negli anni ’70, da parte di politici e magistrati.

La storia giudiziaria di quello che è stato sicuramente uno dei più gravi e scandalosi casi di rapina del territorio e di illegalità è emblematica : un primo procedimento penale, avviato dalla Pretura di Capua nel 1975, era finito con la scandalosa assoluzione degli imputati da parte del Tribunale. La stampa dell’epoca disse che, tra l’altro, il presidente del Tribunale era proprietario di appartamenti nel “Villaggio Coppola”. Dopo venti anni di denunce del WWF e di alcuni amministratori locali, nel ’97, solo grazie alla tenacia di alcuni magistrati del Tribunale di S.Maria Capua Vetere, in particolare il Dott. Donato Ceglie, si apre un nuovo processo nel quale il WWF Italia si è costituito parte civile, conclusosi però prima ancora di iniziare, a causa della morte dell’unico imputato.

Quando nel 1998 si insedia il primo commissario straordinario di Governo per le aree demaniali (il Prefetto Ciclosi) , i giudizi pendenti sono 165. Finalmente si passa ad una nuova fase, più incisiva nella gestione della vicenda: vengono nominati due comitati operativi, nazionale e periferico, per coordinare le diverse attività e gli interventi; nel febbraio 1999 comincia la demolizione del mostruoso viadotto sopraelevato, di 1 km di lunghezza, mai terminato, a spese della famiglia come prima , parziale, riparazione del danno. Successivamente viene nominato il nuovo commissario straordinario di Governo (prefetto Trevisone) che promuove un accordo con gli eredi Coppola per la conclusione della vicenda. Parte importante dell’accordo riguarda la conclusione dell’abbattimento delle otto “torri” a spese sei Coppola ed il ripristino dei siti. Paradossalmente è risultato che l’unico terreno non demaniale è proprio quello sui cui sorgono i palazzoni, quindi i Coppola cedono il terreno allo Stato che poi esegue la demolizione a loro spese.

Il 16.5.2001 si è proceduto finalmente all’abbattimento della prima delle otto “torri” (la n° 8 ).. Il 6 febbraio 2003 è previsto l'abbattimento di altre due torri (n° 6 e n° 7 ) . Questi abbattimenti assumono anche un importante significato simbolico di forte presenza dello Stato in un territorio martoriato non solo dagli abusi edilizi , ma anche da una difficile situazione sociale

I processi

Nel febbraio 2000 sono ricominciati due dei tanti processi che riguardano Villaggio Coppola. Il primo a carico di Cristofaro e Francesco Coppola, e della vedova di Vincenzo Coppola, con l’accusa di violazione del Codice della Navigazione, deturpazione di bellezze naturali, occupazione abusiva di demanio pubblico con la realizzazione di 20 scogliere artificiali, deviazione di acque. Il WWF si costituisce parte civile anche in questo nuovo processo, in sostituzione del Comune di Castel Volturno (sciolto per infiltrazioni mafiose) e della Provincia di Caserta. La complessa vicenda processuale ed amministrativa non si chiuderà in tempi brevi. Se anche, alla fine, fossero demoliti il milione e mezzo di metri cubi di costruzioni, ci vorranno 80 anni per ripristinare gli ecosistemi originali, con il sistema dunale e la vegetazione distrutti.

L’urbanizzazione selvaggia ed illegale del Litorale Domizio nell’area di Pinetamare, a sud della foce del fiume Volturno, ha modificato totalmente la linea di costa e distrutto la duna costiera: oltre alle migliaia di costruzioni, nel 1974 venne realizzato un approdo turistico sfruttando un alveo abbandonato dei Regi lagni (il sistema di canali di irrigazione realizzato dai Borboni), collegato al mare attraverso un canale artificiale protetto da moli, di un molo foraneo, realizzato a difesa del canale d’ingresso alla darsena principale.

Com’è facilmente intuibile la situazione sociale ed economica dei posti è drammatica: il Comune sciolto per sospette infiltrazioni camorristiche, presenza massiccia di ogni genere di delinquenza (prostituzione, spaccio di droga, etc.), alto tasso di disoccupazione. Quanto alla situazione urbanistica, solo nel Comune di Castelvoturno sono censite oltre 12.000 costruzioni abusive (quasi tutte prive ovviamente delle urbanizzazioni primarie, quindi dei servizi essenziali). .

 

PROPOSTE DEL WWF

La fascia litoranea del Comune di Castelvolturno, dalla foce del fiume Volturno fino al lago di Patria, nonostante il degrado attuale, costituisce un vasto ecosistema naturale che necessita di adeguata tutela, valorizzazione, e di oculate azioni di recupero. La maggior parte delle risorse naturalistiche ancora presenti sul territorio sono da interpretarsi come “residuali” ma, allo stesso tempo, di primaria importanza in quanto rappresentano le ultime, preziose testimonianze di un assetto naturale in via di progressiva e veloce disgregazione. Nonostante la situazione di abbandono e degrado, l’area merita di essere conservata e protetta per le caratteristiche naturali molto interessanti.

 

Per arrestare il processo di degrado queste le proposte del WWF

·        Abbattimento delle “torri” a spese delle Società costruttrici;

·        Acquisizione da parte del Corpo Forestale della pineta, che è in uno stato di degrado totale ( il progetto di “riqualificazione e fruizione” già finanziato dal Governo, prevede addirittura la recinzione ed il telecontrollo dell’intero perimetro).

·        La cessione di 60 ettari di terreno di proprietà Coppola per la riforestazione.

·        Rifacimento degli arenili ed abbattimento delle costruzioni non finite, di rustici, etc.

·        Riqualificazione (con ridimesionamento) del porto turistico

·        Eliminazione dei pennelli a mare, bonifica e realizzazione di reti fognarie.

·        Risistemazione dell’intero tratto costiero (21 Km) dove ci sono oltre 200 “stabilimenti” o comunque attività di vario genere, di cui solamente 38 titolari di regolare concessione. Praticamente sono tutti abusivi, anche perché sembra che la Regione Campania non abbia mai adottato un “piano per l’utilizzazione delle spiagge”. Il piano dovrebbe eliminare tutti gli abusivi e regolarizzare solo chi realizzerà strutture (“leggere”) secondo un progetto presentato dal Commissario.

- istituzione della già prevista Riserva Regionale “Foce Volturno e costa di Ischitella-Licola;

- Nelle zone dove si nota un lento ma progressivo avanzamento naturale della vegetazione divieto di ogni modificazione del suolo e delimitazione di zone di rispetto ;

- per limitare la pressione antropica, specialmente nel periodo estivo, è fondamentale l’osservanza e la corretta divulgazione delle norme sulla protezione della vegetazione esistente, con il divieto di autorizzazioni alla realizzazione di costruzioni stabili sulla duna. Nessuna nuova attività deve essere concessa, in particolare quella connessa al passaggio dei veicoli a quattro e due ruote (vedi trattori, altri mezzi cingolati, fuoristrada e motociclette).

- La pulizia del litorale deve essere eseguita senza l’utilizzo di mezzi meccanici per evitare la distruzione delle specie botaniche importanti per la ricostituzione dell’ecosistema dunale. Le spiagge devono essere fornite di un alto numero di contenitori gettarifiuti, inoltre le aree dove si deve ricostituire la duna deve essere pulita a mano.

·        Si ritiene utile anche effettuare delle massicce campagne di informazione e sensibilizzazione dei residenti e turisti e si deve recintare o comunque delimitare ogni zona di spiaggia in fase di «ripresa naturale».

2)Federalismo Fiscale e Mezzogiorno: Quali le conseguenze?

Martedì 26 agosto 2008

CHE SIGNIFICA PER IL MEZZOGIORNO IL FEDERALISMO FISCALE?

Di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco

La Lega ed i suoi sgangherati ministri hanno una risposta alla crisi economica in atto: la recessione e l’inflazione si combattono con il Federalismo Fiscale.

L’idea è sempre la stessa: le sei Regioni produttive del Nord tengono in piedi, con il pagamento delle tasse, lo Stato; che sperpera questa ricchezza sostenendo, con l’assistenza, le Regioni del Sud.

Poiché nella passata legislatura un referendum popolare bocciò la riforma federalista presentata dalla Lega, questa volta i ministri leghisti non intendono presentare riforme Costituzionali, ma presenteranno una proposta di legge di riforma fiscale, all’interno della legge finanziaria, che deve essere solo approvata in Parlamento.

Ed ecco Tremonti, ospite di Bossi e alderoni a cena per festeggiare il suo compleanno e fare l’accordo sul federalismo fiscale.

Mentre questo avveniva, Berlusconi avvertiva, dalla Sardegna, che la Riforma della Giustizia era importante quanto il Federalismo. Ed ecco che le nevrosi politiche di Bossi e Berlusconi vanno avanti, senza tenere conto della realtà internazionale, della Europa e dei bisogni e delle esigenze dei cittadini italiani. Non stiamo proponendo il mantenimento della situazione attuale, è necessario una discussione approfondita per evitare che i cittadini ricchi lo diventano sempre più, mentre i più poveri lo diventano sempre di più. E’ giusto che un servizio pubblico abbia lo stesso costo a Bolzano ed a Catania bisogna garantire ,nel contempo, l’universalità e la parità dei servizi.

Infine, un’ultima riflessione-domanda: “ Nell’ambito di un federalismo fiscale l’Iva pagata dai consumatori dove deve essere assegnata”? L’Iva apparterrà alle Regioni in cui viene pagata dai consumatori oppure deve essere restituita alle Regioni in cui ci sono le aziende che distribuiscono i beni di consumo? Il problema non è rilevante perché nel primo caso, le regioni del Sud si vedrebbero assegnate la stragrande parte delle tasse pagate sul consumo, senza consegnare allo Stato il 20% del suo PIL.

In caso contrario le Regioni del Nord si approprieranno di una parte importante del reddito delle altre regioni.

A proposito dell’Iva, ci aspettavamo una crescita degli introiti dello Stato su questa voce per gli aumenti che si sono verificati su i prezzi di benzina e dei generi di prima necessità.

Invece si registra una contrazione forte delle entrate delle Finanze per l’Iva.

Una diminuzione era prevista perché l’aumento dei prezzi aveva portato ad una contrazione della domanda, ma questo non basta a giustificare una tale diminuzione tanto grande.

E’ ripresa l’evasione dell’Iva da parte degli imprenditori e dei professionisti; questa è l’unica risposta possibile. In soli tre mesi si è registrata una diminuzione del 15% dell’entrate dell’IVA. Incredibile!

Il mondo cambia, la Cina produce tutti i beni del vecchio mondo occidentale e la preoccupazione degli imprenditori e dei professionisti del nostro paese è quella di non pagare le tasse. Ed il Governo si prepara a rendere legale tutto questo con una legge fiscale e con una riforma della Giustizia che elimini il rischio della incriminazione e della condanna per reati di questo tipo. Perfetto non vi pare?

Noi restiamo fiduciosi nelle capacità degli italiani di trovare sempre la rotta giusta per continuare ad assicurare un futuro al Paese anche a dispetto dei suoi governanti.

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3)Un'estate piena di problemi ed un autunno difficile

Lunedì 25 agosto 2008,

UNA ESTATE PIENA DI CONTRADDIZIONI PER UN AUTUNNO PIENO DI PROBLEMI.

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco.

Riaprono le città, dopo questa breve estate di vacanze: “mordi e fuggi”. Tentiamo una prima riflessione su quanto è accaduto in queste settimane.

Abbiamo tutti, la sensazione che qualcosa di veramente importante sia successo nei giorni passati:

Le Olimpiadi, il successo della Cina, la grave crisi in Georgia, con il suo seguito di morti e distruzioni, il Tibet ed il drammatico incidente aereo di Madrid con i suoi 154 morti.

Proprio questo ultimo doloroso episodio ci fa ritornare alla mente il dibattito sulla nostra Compagnia aerea, l’Alitalia, della quale non si è parlato in queste settimane.

Il tremendo incidente di Madrid, ha evidenziato la crisi delle Compagnie che lavorano sui prezzi bassi per conquistare passeggeri e rotte ed assicurarsi la copertura dei costi di gestione.

La crescita del costo dei carburanti dovuta all’aumento del prezzo del petrolio, ha evidenziato la debolezza di queste Compagnie, che possono crescere e prosperare in un mercato in espansione, sorrette da un sistema finanziario che reinveste in settori ad alto reddito quanto guadagnato nella speculazione in Borsa.

Quando insieme agli aumenti dei carburanti si aggiunge il fallimento di Banche per la crisi dei Mutui in America e per la presenza sul mercato azionario di nuovi soggetti come le Banche Cinesi ed i capitali Russi, la crisi diventa irrisolvibile.

Nell’ambito del trasporto aereo non si può risparmiare sulla sicurezza, perché i risultati sono devastanti.

La società che ha registrato quell’incidente a Madrid, era già in crisi, ora la sua situazione diventa ancora più grave. Nessuno vorrà salire su un aereo di quella compagnia senza adeguate rassicurazioni.

Questa vicenda deve rappresentare per il nostro paese un monito serio per risolvere il problema della nostra Compagnia aerea in modo da garantire ai cittadini la sicurezza dei voli e la qualità del trasporto.

Sappiamo che questo problema ce lo troveremo a Settembre, aggravato dalla sempre più pesante crisi economica.

In alcuni articoli pubblicati nei mesi passati avevamo paventato il rischio della “stagflazione”; ovvero stagnazione nella crescita ed aumento dell’inflazione. I dati presentati dal Ministero della Economia, sono addirittura peggiorativi di quelli, già abbastanza preoccupanti, elaborati dall’ISTAT.

La crescita non si è solo fermata, ma è addirittura in diminuzione e l’inflazione è ben al di sopra del 4,6%, calcolato dall’Istituto di Statistica.

Il Ministero considera che i prezzi di pane e pasta sono arrivati a registrare il 30% di aumenti,

mentre il costo del petrolio sta trascinando in alto i prezzi di gas, energia elettrica, trasporto locale

benzina, gasolio da riscaldamento e tutti i prezzi dei prodotti di largo consumo.

Alla inflazione si aggiunge la recessione, perché diminuiscono i consumi e la spesa delle famiglie è sempre più difficile.

Il nostro Ministro Tremonti, famoso per la sua “Finanza creativa”, tranne il documento di programmazione economica che ha presentato, a Luglio, alle Camere, non ha parlato molto.

Quel documento di programmazione ha un valore triennale ed è servito al Governo per tranquillizzare la Commissione Europea sul rispetto dei parametri dell’Euro e sul mantenimento degli obiettivi fissati dal Governo Prodi, di risanamento del Bilancio.

Assolto questo compito burocratico, il nostro Ministro pensava di presentare una Finanziaria per decreto, come si è preso l’abitudine di fare in questi ultimi mesi, ma ha ottenuto un secco no dalla lega e si è dovuto fermare.

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4)IL 02 Settembre 2008 riprendono gli incontri tra Sindacati Confederali e Confindustria per la "Riforma Contrattuale"

Domenica 24 agosto 2008,

IL 02 SETTEMBRE ULTERIORI INCONTRI TRA CGIL,CISL ED UIL E CONFINDUSTRIA PER LA “ RIFORMA CONTRATTUALE”.

Di Raffaele Pirozzi

Dopo l'interruzione degli incontri tra CGIL,CISL ed UIL e CONFINDUSTRIA avvenuti il 31 Luglio 2008 la discussione riprenderà il 02 Settembre per raggiungere,si spera, l'obiettivo della “Riforma Contrattuale”.

Gli scogli da superare sono parecchi e fissare una data per la conclusione del negoziato è avventato perché la “Riforma Contrattuale” è un caposaldo della politica contrattuale che il Sindacato porta avanti.

Registriamo con soddisfazione, che la Confindustria ha fatto, nelle discussioni passate, passi in avanti che il Sindacato Confederale ha apprezzato. Si tratta del superamento dell'inflazione programmata fissata, come sappiamo, dal Governo all'1,7%. La Confindustria ha proposto alle Organizzazioni Sindacali di utilizzare “l'indice armonizzato europeo dei prezzi” che significa utilizzare l'inflazione reale depurata da quella importata in particolare l'inflazione derivante dall'aumento del prezzo del “Petrolio”. Depurare l'inflazione da quella “importata” significa abbassare il livello di copertura dei salari.

Se questo è lo scoglio più importante da superare non meno importante sono i temi ancora da discutere:

-Il livello finanziario dell'indennità contrattuale ed il suo inizio;

-Il rapporto tra Contratto Nazionale e Contrattazione di II° livello;

-La democrazia sindacale ed i criteri della rappresentanza.

Come i lettori possono notare si tratta di una trattativa difficile e complessa che deve definire le “regole” per i rinnovi contrattuali.

Se pensiamo che le regole precedentemente definite sono state in vigore per 15 anni abbiamo netta la convinzione che è necessario essere prudente e chiedere ai lavoratori e lavoratrici di sostenere adeguatamente la trattativa.