Morti sul lavoro: un'ecatombe senza fine, di R. Pirozzi e G. Biasco

I MORTI SUL LAVORO SONO IL DOPPIO DI QUELLI PER MORTE VIOLENTA

NUOVI DATI DEL CENSIS:

 Di : Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco.

 I MORTI SUL LAVORO SONO IL DOPPIO DI QUELLI PER MORTE VIOLENTA.

 In queste ore dobbiamo registrare la solita uscita di un membro del Governo della Lega, la solita sciocchezza detta per fare notizia.

Questa volta è toccato al Sottosegretario Roberto Castelli, che si era già distinto come un pessimo Ministro di Giustizia nel precedente Governo Berlusconi; a dire una inutile stupidità.

La sua dichiarazione sulla assurdità di pagare la pensione a quei lavoratori sfortunati che hanno avuto un incidente mentre si recavano al lavoro, è sembrata fuori luogo e fuori tema.

Come se la regola dell’Inail fosse stata inventata nei venti mesi del dimenticato governo Prodi e non fosse, invece, in vigore da oltre cento anni.

I Leghisti non si smentiscono mai, sono contro il resto del Paese che non sia Nord, sono contro gli immigrati anche a costo di fare del male a molti italiani, contro i meridionali, contro le tasse, contro l’Europa.

Il loro essere contro lo dimostrano con una cattiveria tanto gratuita, quanto inutile, ma soprattutto inconcepibile in un membro del Governo che dovrebbe rappresentare gli interessi di tutti i cittadini.

Purtroppo siamo costretti a tenerci le porcate di Bossi. I tentativi di togliere gli assegni sociali ad ottocentomila italiani anziani, per colpire poco meno di ottomila stranieri a cui era stato assegnato secondo le regole precedenti.

Adesso, senza motivo, Castelli ritiene di dover colpire l’assicurazione per i lavoratori che subiscono un incidente mentre stanno recandosi al lavoro, forse è perché ha scoperto che qualche lavoratore straniero è stato coinvolto in qualche grave incidente e per cui l’Inail ha pagato l’assicurazione dovuta.

Eppure, all’importante esponente leghista, sarebbe bastato leggere i dati del Censis pubblicati in questi giorni, che raccontano una verità che dovrebbe servire al Governo per organizzare provvedimenti adeguati ai bisogni ed alle necessità reali dei cittadini.

Innanzi tutto il Censis ci ha rappresentato la situazione degli omicidi in Italia che sono in netta diminuzione e sono in un anno 633; la maggior parte dei quali si è maturata dentro le mura domestiche. Mentre gli infortuni mortali sul lavoro nel corso del 2007 sono stati ben 1170, registrando una piccola diminuzione dovuta proprio alla diminuzione degli incidenti stradali in cui erano stati coinvolti lavoratori che andavano al lavoro. Il che significa che nei posti di lavoro si continua a morire nella stessa percentuale di sempre, che nulla è cambiato e che è difficile che qualcosa cambi se i rappresentanti del Governo sono come Castelli.

Ma il dato più drammatico che ci ha fornito il Censis sono l’enorme numero di vittime di incidenti della strada che avvengono ogni anno nel nostro paese: oltre 6300. di cui la stragrande maggioranza sono giovani.

Tutta la campagna elettorale è stata giocata dalla coalizione di centro destra sulla insicurezza che i cittadini avvertono ed in queste ore hanno preparato una risposta di immagine a quella nevrosi generale che avvolge il paese: il Governo ha deciso di impegnare 3000 soldati in tutto il Paese per dare più forza alla azione della polizia. La discutibile scelta, significa per Napoli l’impegno dei militari per il sevizio d’ordine al Consolato americano e qualche pattuglia per il centro storico.

Mentre per l’emergenza dei morti sul lavoro e sulle stragi continue sulle strade non ci sono risposte, non ci sono provocazioni, ne prese di posizione. Eppure i dati sono chiari: per i morti sul lavoro l’Italia è al primo posto in Europa, un ben triste primato.

Il mondo va da una parte ed il Governo da un’altra parte, speriamo bene per il futuro che si rendano tutti conto di stare in Italia, un paese dell’Europa e che siamo nel 2008 .

 

Napoli, 09/08/08