SIMONA COLLURA: COME NASCE UNA STELLA. Di Agostino Spataro

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 SIMONA COLLURA: COME NASCE UNA STELLA

                                                      di Agostino Spataro
L’altra sera, mi è capitato d’ascoltare Simona Collura, la cantante-bambina in concerto a Joppolo Giancaxio, il mio paesino nell’agrigentino di poco più di mille abitanti dove la festa dell’estate sembra non dover finire mai.
Si è presentata al pubblico col suo elegante abitino da collegialee il suo bel visino un po’ barocco, illuminato da un dolce pallore di luna, sotto una cascata di riccioli biondi, che vagamente richiama quello dell’Infanta Margarita del celebre dipinto di Diego Velasquez.
La sua voce, ormai inconfondibile, inframezzava una serie d’immagini del suo meritato successo televisivo conseguito a Sanremo, nella trasmissione di Rai1 “Ti lascio una canzone”, a fianco di artisti di prima grandezza come Lucio Dalla, Liza Minnelli, Gino Paoli, Annalisa Minetti, Sal Da Vinci, Diane Worwik, Anna Tatangelo, ecc.
Cose incredibili che, generalmente, solo in sogno possono accadere a una ragazzina di 11 anni (12 li ha compiuti lo scorso 3 luglio) siciliana di Favara e di Grotte, suole aggiungere, anche se è nata a Palermo. A Simona sono capitate tutte in una volta e all’improvviso. Oltre i confini del sogno.
Un successo davvero eccezionale che- lei promette- non le farà mai montare la testa.
E’ tornata qui, ad inizio della sua tournée, grata e contenta perché - a suo dire- Joppolo le ha portato fortuna. Tanta fortuna. In questo borgo, infatti, Simona si è fatta notare la scorsa estate nel corso di un festival regionale per giovani cantanti.
Dopo pochi mesi, il balzo trionfale sul palcoscenico dell’Ariston di Sanremo.
La rilevanza dell’avvenimento non è sfuggita a Bruno Vespa che l’ha voluto amplificare a “Porta a Porta”. Un grande successo per questa ragazzina-prodigio che sta mietendo premi e riconoscimenti in varie parti d’Italia, fra i quali i più recenti: il Sirmione - Catullo come “migliore piccola artista” e l’Oscar del Mediterraneo come “talento emergente”.
Dietro tutto questo c’è sicuramente una valente insegnante, Lia Minio, ma c’è innanzitutto una voce armonica, ben impostata, a tratti possente, che produce un canto strabiliante che riesce a trascinare
milioni di telespettatori e piazze non proprio aduse a tali eventi.
In fondo, il concerto joppolese può essere considerato la riprova, in chiave popolare, di un successo
decretato altrove. Nella gente c’erano attenzione ed emozione come per qualcosa di notevole che finalmente accade in questa Sicilia rassegnata e melanconica.
Esagerazione? Ascoltare per credere. Nel repertorio di Simona vi sono pezzi struggenti e di difficile esecuzione come “Caruso”, “Cu me”, “Il mio canto libero”, ecc.
Insomma, roba seria, impegnativa, per cantanti di razza.
Un talento autentico quello di Simona, dono di una natura benigna e generosa, che l’ha portata a duettare, con una naturalezza davvero stucchevole, con diversi cantanti di fama nazionale e mondiale. Memorabile- credo- resterà il duetto con Lucio Dalla in una delle sue più alte e complesse creazioni qual è “Caruso”.
Confesso che riascoltando Simona ho percepito, così a fiuto, qualcosa di fenomenale, come una nebulosa che si sta enucleando nella personalità imberbe di questa ragazzina d’appena 12 anni che quando canta riesce a proiettare lo spettatore verso ignote congiunzioni astrali.
Un turbinio di forza e di luce come succede- mi si passi l’ardito confronto- quando nasce una stella nell’universo che, secondo un’accreditata teoria scientifica, ha origine da una nube di gas ”quando raggiunge, al centro, la temperatura di 4 milioni di gradi innesca la combustione nucleare dell’idrogeno, che produce un’energia luminosa colossale…” (Emmanuel Davoust in “La vita nell’Universo”)
Ma dopo la lode, un’umilissima avvertenza.
Davanti a questa ragazzina si è aperto un grande futuro che dovrà giocarsi dentro un mondo effimero, ammaliante che oggi t’osanna e domani ti potrebbe stritolare.
Il precoce successo colloca Simona al di sopra dei livelli di talento rilevabili in questa fascia d’età, avvicinandola a quelli più maturi e di una certa qualità. Il suo primo problema- credo- sia quello di migliorare il livello raggiunto continuando a vivere la sua età anagrafica.
Esercizio difficile, per chiunque. Perciò il suo futuro va coltivato e programmato con ponderatezza, evitando forzature e soprattutto le profferte tentatrici dell’immediato. Auguri, Simona.
Agostino Spataro

( foto di Simona sul palco di Joppolo, scattata da Angelo La Banca )