Alitalia: Una proposta che fa perdere milioni di Euro agli Italiani

Alitalia: Una proposta che fa perdere milioni di Euro agli Italiani

ALITALIA, ARRIVA LA PROPOSTA DI BANCA INTESA.

SONO 5000 GLI ESUBERI.

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco.

 

Il Presidente del Consiglio ci ha abituato alle sue uscite estemporanee in cui si afferma il tutto ed il suo contrario, con una spudoratezza degna di migliore causa.

Nelle sue parole non c’è traccia di coerenza, mentre è evidente che le sue affermazioni non sono  il frutto di approfondite riflessioni. Quello che ritiene di dire, il presidente lo dice nella piena consapevolezza che nel suo schieramento ci sono persone come: Gasparri, Cicchitto, Buonaiuto,  che interpretando la “Voce del Padrone”, fanno diventare quelle parole delle posizioni politiche ripetute da tutti gli esponenti, grandi e piccoli del Partito delle Libertà.

Berlusconi dice delle incredibili sciocchezze, che ripetute ed amplificate, vengono fatte passare come delle inoppugnabili verità, delle geniali intuizioni politiche.

Le sue ultime esternazioni sono: “il Governo sta attivando una politica di sinistra”; “ Chi ama l’Italia vola  Alitalia!”.

Questa ultima affermazione è stata comunicata ad un popolo sbigottito di giornalisti, come lo slogan possibile della nuova compagnia aerea italiana che nascerà dalle ceneri della vecchia Alitalia.

Ma d’altra parte, che altro doveva fare il Presidente del Consiglio di fronte all’evidente danno provocato al paese, dalla irresponsabile azione messa in atto in campagna elettorale?

Non poteva certo ammettere di avere appoggiato il boicottaggio dell’acquisto di Alitalia da parte di Air France, per un puro calcolo elettorale e di evidente favore alla Lega e agli interessi degli imprenditori lombardi, che hanno investito nell’aeroporto di Malpensa.

Per dare ai nostri lettori un quadro chiaro della situazione in atto in questa fase del dramma che sta coinvolgendo il nostro paese e la sua compagnia di bandiera, diamo alcuni dati:

L’Alitalia ha 18.000 dipendenti, ha perso sino ad ora 4,3 miliardi di euro, ha una esposizione verso le banche di oltre 1,7 miliardi di euro e continua a perdere un milione di Euro al giorno; negli ultimi sei mesi il Ministero del Tesoro, che è ancora proprietario della maggioranza delle azioni della Compagnia, ha versato a fondo perduto, 600 milioni di euro per evitare il fallimento.

La proposta della Air France era: un ripiano dei debiti ed un investimento per innovare e migliorare la compagnia di 10 miliardi di euro fino al 2013. con un esubero strutturale di 2100  dipendenti da assorbire con prepensionamenti ed uscite incentivate. Come tutti ricorderanno, questa proposta fu bocciata da i sindacati e dal Partito delle Libertà che invocava un gruppo di imprenditori italiani ad investire per salvare l’italianità della Compagnia di bandiera.

Ebbene, ecco la proposta che Banca Intesa sta per consegnare al Governo: creazione di una Bad Company (Cattiva Compagnia) che prende in carico 10.000 dipendenti di cui 6000 esuberi strutturali, insieme ai 6,6 miliardi  di debito consolidato della Società. Questa compagnia resta di proprietà del Ministero del Tesoro che deve procedere alla sua liquidazione ripianando il deficit, licenziando e pensionando i dipendenti e vendendo le tratte che non saranno coperte ad altre società, cercando di recuperare parte della esposizione attraverso la vendita di  beni della vecchia Alitalia .

La nuova società sarà più piccola, fusa con Air One, che abbiamo scoperto in grave difficoltà economiche, sarà sorretta dalle Banche e da un gruppo di investitori tra i quali Ligresti e Benetton.

Questi ultimi due sono interessati agli appalti che si prevedono per l’Expo di Milano del 2015.

Nella nuova Alitalia ci saranno circa 8000 dipendenti, la Compagnia non abbandonerà Malpensa e si occuperà di tratte nazionali e delle capitali europee, mentre aspetta un partner straniero per riprendere le tratte internazionali che senza un investimento in nuovi aerei non potranno essere effettuate.

Ci troviamo di fronte ad un disastro annunciato, a cui hanno partecipato tutti: Sindacati, Manager, Imprenditori privati, Banche e Politici della Lombardia e della Lega in particolare.

Questa proposta non salva nulla, cancella dalle tratte internazionali la Compagnia di Bandiera italiana, consegna allo Stato un debito da ripianare di oltre 6 miliardi  e la difficile gestione di 6.000 esuberi, per mettere in piedi una compagnia di cabotaggio europeo, che dovrà continuare a sostenere un aeroporto come Malpensa che è un pozzo senza fondo di investimenti pubblici.

Ci troviamo di fronte ad un danno grave per il nostro paese, da una parte non abbiamo investimenti per 10 miliardi annunciati da Air France, d’altra parte, il deficit di 6,6 miliardi deve accollarselo lo Stato. Questa operazione costa ben  16,6 miliardi di euro, il valore di una finanziaria dello Stato.

Tra poco, i soliti ben pagati politici Berlusconiani ci spiegheranno che il nostro paese ha fatto un grande affare a pagare tanti soldi per un fallimento e per chiudere la nostra compagnia aerea.

In più di un articolo, pubblicato su questo sito, abbiamo cercato di spiegare quello che il buon senso avrebbe dovuto far vedere a tutti.

Ogni italiano sta pagando per garantire alla Lega ed agli imprenditori del Nord il mantenimento di un aeroporto internazionale che non riesce a decollare.

Insieme ai nostri soldi, abbiamo perso una Compagnia di bandiera, molti miliardi di investimenti esteri e migliaia di posti di lavoro.

Mentre tutto questo accade, dobbiamo subire anche l’affronto del gesto volgare ed offensivo di un Ministro della Repubblica che non ha nessuna dignità e non rappresenta gli interessi del nostro Paese.

Purtroppo viviamo un periodo di completo abbandono del buon senso; gli italiani vanno dietro ad una illusione, ad una favola raccontata continuamente da Berlusconi che non è la realtà. Siamo in un brutto sogno, speriamo di svegliarci presto.

 

Napoli,28/07/08