ANTISEMITISMO O ANTIEBRAISMO?

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di Agostino Spataro*

Quando si è a corto di argomenti validi per confutare le critiche verso l’avventurismo dei governanti israeliani, che continuano ad occupare i territori palestinesi e a reprimere ogni manifestazioned’indipendenza e di dignità di quelle popolazioni, taluni ricorrono alla facile e abusata accusa dell’antisemitismo. Una fallace scorciatoia che non si giustifica neanche con la mitologia del racconto biblico secondo cui “semiti” sono tutti i discendenti di Sem, (uno dei figli di Noé) arabi compresi. (1) Addirittura, il mito vorrebbe che Sem edificasse la sua fortezza sul monte Nogum che domina la città di Sana’a, nello Yemen.

Dunque, secondo la narrazione biblica anche i palestinesi sono semiti!
In realtà siamo davanti a narrazioni leggendarie, anche suggestive, che non possono essere assunte a base della storia, delle moderne relazioni internazionali.
Per altro, la scienza, di fatto, smentisce tali pretese quando afferma che tutti i popoli rivieraschi del Mediterraneo (ebrei compresi) hanno comuni basi biologiche e culturali e un forte grado di affinità genetica. (in “Le risorse umane del Mediterraneo”, Ed. Il Mulino, 1990)
Perciò, appare anacronistico e deviante continuare a parlare di “semitismo” e di “antisemitismo”, a usare questi due termini come linea divisoria tra il bene e il male.
Vi rendete conto che qui e altrove si fanno leggi, commissioni e guerre, attentati e massacri in base ad appartenenze derivate da racconti mitici risalenti a diversi millenni fa!
A proposito: perché nessuno rivendica la discendenza camitica ovvero di Cam che era fratello di Sem?
Forse, perché la mitologia biblica assegnò ai camiti i territori, oggi, poverissimi dell’Africa nera?
Con tutto il rispetto dovuto ai credenti delle diverse confessioni, uno Stato democratico, laico, pluralista e antifascista, non può assumere tali narrazioni come base d’ispirazione della sua legislazione e/o amministrazione. Le religioni appartengono alla sfera privata dei singoli, lo Stato rappresenta e tutela tutti i cittadini e pertanto dovrà garantire a tutti,- su un piano di parità, come prescrivono la Carta costituzionale e quella dei diritti dell’uomo dell’Onu - la liberta di espressione e di critica nei diversi campi: politico, culturale e ideologico.
Pertanto, penso sia più corretto, quando ve ne siano le debite ragioni, parlare di “antiebraismo” ossia di un odioso sentimento razzista, nato e sviluppatosi in Europa e in genere nell’Occidente cristiano, che ha favorito la discriminazione e la persecuzione antiebraica nel corso dei secoli, fino al più terribile, immane ed esecrabile genocidio della Shoa.
Infine, é utile ricordare che in Italia abbiamo una buona legislazione con la quale, se ricorrono gli estremi del reato, si potrebbe/si può combattere efficacemente ogni rigurgito razzista e/o nazifascista.

(1) ‘Secondo tale assunto, gli ebrei non hanno “ l’esclusiva” di tale leggendaria attribuzione, poiché semiti sono anche i popoli che abitano la Penisola arabica e la “Mezzaluna fertile” ossia i palestinesi, i sauditi, gli iracheni, i giordani, gli yemeniti, ecc. (n.d.r.)

* Desidero ricordare al mio improbabile lettore che io sono marxista (ossia seguace dell'ebreo più importante della storia politica moderna) e figlio di un operaio/soldato italiano catturato dai nazifascisti e internato per due anni nei lager nazisti in Germania.