Elezioni. Quasi un editoriale. Corsivo di Vincenzo Sena

CORSIVO

di V.Sena

 

 “ Lettera alla compagna C. la quale ha scritto al compagno T.”

 

La compagna C. scrive molto bene e ha cuore, ha sentimento, ha intelligenza delle cose della politica… e conosce bene il compagno T., così come lo conosco bene anch’io. E, aggiungo alle considerazioni di C. sulla “storia” del compagno T.: non solo, il compagno T. è un grande poeta dialettale,- una qualità che verebbe dovuto aggiungere consensi - bravissimo nel centrare il carattere di certe “losche” figure politiche e di certe situazioni locali paradossali, pirandelliane, che hanno sempre fatto “paradossalmente  della Sicilia il feudo dei partiti della “destra” storica siciliana postfascista e repubblicana – prima la DC e poi Berlusconi, il berlusconismo, il cuffarismo, il neoautonomismo o lombardismo.

La Sicilia come la Vandea dei tempi della rivoluzione francese, più realista del re. Qui da noi, insomma, dove abbondiamo gli “straccioni”, abbondano i disoccupati, abbondano le province col più basso reddito d’Italia, ha sempre abbondato l’emigrazione, per mancanza di lavoro, in cerca di destini migliori, dove i partiti della sinistra che  sono i naturali rappresentanti e difensori delle classi più umili, più diseredate, più povere e nel cui progetto politico è connaturato il fine del riscatto e del miglioramento sociale, economico e culturale di tali classi, i partiti più reazionari e conservatori hanno sempre avuto il loro ampio serbatoio di voti e di consensi. Pensiamo al sessanta zero di qualche anno fa e all’otto a zero di questo giugno – non meno grave di quel sessanta, anche se otto è più piccolo di sessanta. Mentre scarsi e poco convinti sono stati coloro che hanno infoltito le fila dei partiti di sinistra, a parte il movimento contadino e sindacale del dopo guerra. E malgrado la mafia  e banditi come Giuliano spadroneggiassero con il Separatismo e la DC del tempo.

La Sicilia è stata sempre il “granaio” di qualcuno. Lo era di Roma che la dominava come una “colonia”, lo è in tempi moderni di “partiti”, per modo di dire, perché tutto hanno sempre rappresentato – interessi clientelari e collusioni con i mafiosi, gruppi di potere fini a se stessi, aggregazioni ”politiche” sedicenti interessate all’autonomia e al benessere della Sicilia – tutto hanno rappresentato, dicevo, tranne che forze democratiche e progressive, con un loro progetto politico di emancipazione e liberazione autonoma di una regione veramente in grado di autogovernarsi, secondo i canoni della Costituzione e di una visione politica moderna e rispettosa della legalità e del gioco delle parti del pluralismo civile.

Il compagno T. ha raccolto complessivamente – nel collegio di Canicattì ? – 259 voti. Dopo più di trentanni di lotte a favore di quelle categorie cui accennavamo sopra, dopo avere cominciato contro ogni forma di autoritarismo a scuola – quando la scuola da noi era in pieno oscurantismo medioevale e bastava portare i capelli lunghi o lasciarsi un po’ crescere la barba per essere presi per luridi  fannulloni e pericolosi sovversivi, ecc – costituendo, insieme ad altri, un movimento studentesco alla pari di quelli delle grandi città del centro e del nord, uscito dalla scuola, ha poi rappresentato organizzazioni come l’Arci, la Lega Ambiente, quindi il sindaco CGIL, il movimento per la Pace, ecc. Eppure no è bastat0, cara compagna C., come tu stesso riconosci. niente da meravigliarsi. E’ successo altre colte, è capitato ad altre persone la stessa sorte o anche sorte peggiore e in altre occasioni di essere sonoramente trombati elettoralmente. L’unica cosa, cara compagna C., che non  condivido con te è lo spirito di cui è intriso  il tuo discorso, anche se lo capisco – essere amareggiati dopo la scuffia è naturale e comprensibile: è umano.

C’è questa dichiarazione di “resa incondizionata al nemico”,  che non posso condividere, soprattutto in persone della vostra età. Cosa dovrei dire io, che ho qualche annetto in più di voi? Va bene il pessimismo della ragione, ma un po’ di ottimismo della volontà ci vuole sempre. Nella storia i progetti migliori richiedono sempre tempi lunghi.