Una sana politica Italiana per stare bene in Europa. Di R.Pirozzi e G.Biasco

SOLO IL 39% DEGLI ITALIANI GRADISCONO L'EUROPA, I PARADOSSI EUROPEI. PER ESSERE IN EUROPA NECESSITA UNA SANA POLITICA ITALIANA.

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco.

La Commissione Europea ha istituito molti anni fa un particolare sistema che misura il gradimento dell’Unione presso i suoi cittadini. Il sistema si chiama :“EuroBarometro”e periodicamente vengono pubblicate le graduatorie dei Paesi che aderiscono all’Unione, seguendo un principio di quanti cittadini ritengono importante l’adesione del proprio Paese all’Europa.

Qualche giorno fa sono state pubblicate le ultime graduatorie e le sorprese non sono mancate. Al primo posto c’è l’Olanda con il 75% dei cittadini che ritengono importante per il proprio Paese l’Europa, al secondo posto l’Irlanda con 73%. Ed ecco la sorpresa, i due Paesi in cui si è svolto il Referendum sul Trattato Costituzionale e sul Trattato di Lisbona e che sono stati bocciati, creando imbarazzo e difficoltà alla Commissione Europea, sono i Paesi con una maggiore adesione popolare alla Europa.

Che indicazioni dobbiamo trarre da questa sorprendente notizia? Che i referendum sulla Europa sono decisi da poche centinaia di migliaia di cittadini europei che sono chiamati a votare su polemiche interne che con l’Europa non hanno nulla a che vedere. Il sistema della adesione ai trattati Europei deve essere cambiato, altrimenti l’Europa non va avanti.

Ma le sorprese non finiscono qui, infatti, vi chiederete a che posto è l’Italia? Ebbene il nostro Paese si colloca poco lontano dall’ultimo posto occupato dalla Gran Bretagna, da sempre euro scettica.

Infatti, solo il 30% dei sudditi della Regina Elisabetta ritengono importante l’Europa, ,mentre solo il 39% degli gli italiani si dichiarano convinti della Europa.

I motivi di questa bassa adesione vanno ricercati nella introduzione dell’euro, vissuta dagli italiani, come un processo che ha portato all’aumento dei prezzi, mentre continua una campagna di denigrazione degli istituti europei da parte della Lega, di Tremonti e Berlusconi.

Il Premier ha più volte affermato, insieme al suo ministro dell’economia che i problemi in Italia ed in Europa nascono dalle decisioni dei burocrati di Bruxelles. Come se esistesse un gruppo di tecnici e burocrati europei che è in grado di fare e disfare le politiche di tutta l’Unione.

Non c’è niente di più falso, i membri della Commissione Europea sono tutti politici scelti dai Paesi aderenti, mentre le decisioni reali sono assunte unicamente dal Consiglio di Europa che è la riunione dei 27 capi di Stato che deliberano sulle proposte della Commissione. Quello che non si vuole ammettere e che la gestione di destra del Parlamento Europeo e della Commissione è stata fino ad oggi deficitaria, non si registrano passi in avanti, mentre le manovre economiche messe in atto dalla Banca Centrale, servono molto a sostenere le Banche Nazionali messe in difficoltà dalla crisi finanziarie in atto.

Rilanciare l’Europa sarà un obbiettivo serio per i prossimi mesi, per chi vorrà fare politica e sviluppo nel nostro paese e per superare i paradossi che l’EuroBarometro ci racconta.

 

 

 

Napoli, 07/07/08