SIRIA, MEDIO ORIENTE: NO A (TUTTE) LE INGERENZE ESTERNE

UN-Charter-3

OGNUNO SE NE STIA A CASA PROPRIA E NON S'INGERISCA NEGLI AFFARI INTERNI DI UN ALTRO STATO!!! (Carta dell'Onu)

                                    http://montefamoso.blogspot.it/2015/11/dopo-i-tragici-attentati-di-parigi-e-in.htm

      Vista la tragica attualità e le prospettive oscure del conflittosiriano e mediorientale, ho pensato di pubblicare, anche a fini di documentazione, alcuni materiali del mio archivio relativi alle relazioni fra Italia e Siria (negli anni ‘80) cui diedi un modesto contributo per conto del Pci e dell’Unione interparlamentare mondiale. Nulla di clamoroso, del resto i contatti erano ufficiali e conosciuti dagli organismi di riferimento. Solo qualche documento e qualche foto per dare un’idea della politica intrapresa dai governi (del tempo) e dei tre maggiori partiti italiani (Dc, Pci, Psi) per realizzare con la Siria di Hafez Assad e con altri Stati arabi, una politica di pace e di cooperazione economica e culturale. Quella scelta diede buoni risultati sia sul terreno della stabilità e della convivenza pacifica, sia su quello degli scambi economici e commerciali. Insomma, allora, il dialogo e la non ingerenza negli affari interni degli Stati consentirono all’Italia, alla stessa Europa, di garantire la pace e gli approvvigionamenti energetici, la stabilità politica e perfino una progressiva laicità delle società arabo-islasmiche. Il terrorismo era solo nella testa dei reazionari e dei guerrafondai. Oggi, invece... tutto va a catafascio. L'Europa, le "grandi potenze" mondiali sono in una pericolosa situazione di stallo e di contraddizioni inconfessabili. Nessuno ha la ricetta per estirpare il male che tormenta quei popoli e quegli Stati. Tuttavia, penso che la via maestra per isolare e sconfiggere il "terrorismo" sia quella di rilanciare, su basi nuove, il Dialogo euro-arabo per giungere a una Conferenza internazionale di pace per il Medio Oriente e il Mediterraneo per ri-stabilire il principio della non-ingerenza negli affari interni di altri Stati  (come prescrive la Carta delle Nazioni Unite) e per mettere al centro il disarmo, graduale e bilanciato, accompagnato da un un grande progetto di sviluppo, laico e sostenibile, per il benessere condiviso fra tutti i popoli della regione: arabi e europei.  (Agostino Spataro)