BUONE FESTE ALLE MADRI DEL SUD

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Di Agostino Spataro

Dedico questo fiore libero e puro alle madri del Sud Italia che soffrono, in silenzio, il dramma dei figli emigrati di cui nessuno si cura.

Buone Feste, con il più fraterno rispetto. (a.s.)
 

Le madri del Sud

Le rispuntò una lacrima. “Eh! Cosa vuoi fare Carmè? Ammalarti di malinconia?

Non sei la sola a essere tormentata da questa mancanza. In paese, nessuno può dirsi veramente immune da questo malanno.

Tu li hai nel Veneto. Ed io? I miei figli dove si trovano, Carmè? In Venezuela!

Da quarant’anni che sono alla stranìa e, in tutto questo tempo, li ho visti tre o quattro volte.

Prego Iddio che me li faccia ab­bracciare per l’ultima volta, prima di morire

Certo che anche vossia…che strazio al cuore! -riprese Carmela -Ma mi domando e dico: perché solo noi, le madri della bassa Italia, non ci possiamo godere i figli e i nipoti?

Dove sta scritto che quelle dell’alta Italia si possono godere i loro, e i nostri, figli, per giunta forniti di lau­rea e diploma?

La nostra gioventù rubata. Si rubata senza pagare da­zio.

Questi che parlano di “Roma ladrona”, lo sanno quanto ci ru­bano a noi del sud per ogni figlio che emigra al nord ?

L’hanno fatto mai il conto di quanto ci costa crescere un figlio? Giustizia e castigo, Signuri! Ossica…”

Espressione tremenda, specie se pronunciata da una madre ferita.

La stessa che vidi scritta, ripetuta in bella forma, sul selciato di Plaza de Mayo, a BuenosAires. Anche laggiù, nel Sud più profondo, è questo l’urlo delle madri alle quali hanno rubato, e massacrato, i figli!

 

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