Montefamoso

Di Agostino Spataro

martedì 10 dicembre 2013

 MANDELA: AI FUNERALI CI SONO TUTTI, NELLA LOTTA A SUO FIANCO ERANO POCHINI 10 dicembre 2013 alle ore 13.23 E' bello leggere che la gran parte dei Capi di Stato, non solo i soliti "grandi della Terra", sono oggi in Sud Africa a rendere omaggio a Mandela, all'Uomo che, con le sue idee, il suo sacrificio, il suo alto esempio, ha indicato al suo popolo la via della liberazione dall' odiosa politica segregazionista della minoranza bianca. Questo illustre e affollato corteo è, sicuramente, la sua più grande vittoria morale! Oggi, tutti considerano Mandela un Eroe, un benefattore dell'umanità, soprattutto di quella ancora vittima del razzismo, della miseria, della esclusione sociale. Ieri, purtroppo, così non era: molti trattavano Mandela e la sua ANC alla stregua di terroristi fanatici e sanguinari. Per queste ragioni è stato imprigionato e perseguitato così a lungo. Di questa "solitudine" ho fatto un cenno nel mio libro "Osservatore del PCI nella Libia di Gheddafi" (vedi foto) Ricordo queste cose non per ritorsione polemica, nè per orgoglio, ma solo per accendere una riflessione, per ricordare che Nelson Mandela non era un cherubino disceso dal cielo, ma un Compagno in carne ed ossa, un esponente di primissimo piano della sinistra sudafricana e mondiale che ha saputo gestire, con fermezza, intelligenza e realismo, una lotta memorabile ed anche la successiva, difficile fase di transizione. Insomma, un dono della sinistra più autentica per la libertà e la dignità dei popoli. Siamo consapevoli che nella sua prima esperienza storica la sinistra (al potere) ha compiuto errori anche gravissimi (specie nei Paesi dell'Est europeo) che dobbiamo condannare desisamente. Tuttavia, non possiamo subire un giudizio liquidazionista della sinistra che ha dato al mondo uomini come Mandela, Che Guevara, Allende, ecc., e idee e valori di giustizia sociale, di emancipazione politica e di progresso culturale.