"I BEDUINI OVVERO IL RITORNO NEL DESERTO"

Perline colorate" n. 2)

Di Agostino Spataro

Le tribù beduine (dall'arabo "badawi" ossia abitante del deserto)della penisola arabica sono popolazioni nomadi generate, per espulsione, dall'Arabia meridionale e segnatamente dallo Yemen.
Successe, infatti, in epoche lontane, che questa era l'unica regione intensamente popolata grazie al clima mite, ai venti alisei che portano la pioggia, alla discreta fecondità della terra.
L'efficiente organizzazione economica favorì l'incremento demografico e del reddito. Tuttavia, l'eccessiva densità di popolazione in un ambito divenuto ristretto provocò un notevole abbassamento del tenore di vita e ampie sacche di miseria.
Da qui prese avvio la "guerra delle tribù" per la sopravvivenza, e i più deboli furono espulsi, costretti alla fuga.
Andare dove? Ad ovest e a sud c'era il mare carico d'incognite. Le uniche vie erano a nord e soprattutto a est, verso l'immenso deserto del Rab Al-Khali, detto anche il "Quarto Vuoto".
"Così popolazioni originarie dalle alte terre dello Yemen, sospinte nel deserto da genti più forti, divengono nomadi contro volontà per mantenersi in vita...E chi resta nel deserto abbastanza a lungo, deve ricorrere inevitabilmente a Dio, come all'unico asilo e armonia di vita".
(Th. E. Lawrence in "I sette pilastri della saggezza")
Numerose tribù che, da tempi immemorabili, erano dedite alla coltivazione di piccoli e preziosi lembi di terra strappati alla montagna, si ritrovarono senza più terra e costretti a vivere nel deserto inospitale, spostandosi da un'oasi all'altra alla ricerca di acqua e di pascoli per i loro armenti.
Certo, la condizione di nomade è dura poichè comporta la perdita di ogni comodità, di molti beni materiali, ma, in compenso, esalta le libertà individuali e l'inerzia contemplativa.
I beduini per casa hanno la tenda e per patria il deserto infinito con i suoi segreti e i suoi tormenti...

da "La notte dello sceicco- Reportage dallo Yemen" di Agostino Spataro, Edizioni Associate, Roma, 1994
Pubblicato da agostino spataro a 09:22