Ennesimo efferato gesto contro cani randagi.

Di Totò Treppiedi

Nella notte fra martedì e mercoledì, è stato perpetrato un ennesimoatto di gratuita crudeltà nei confronti di alcuni cani che abitualmente stazionavano tranquillamente nella piazzola antistante la mia abitazione. Degli sconosciuti hanno avvelenato circa 6 cani, di cui 3 cuccioli con qualche mese di vita.
Lo spettacolo che mi si è presentato davanti, uscendo dal portone di casa, era semplicemente orrendo, sull’erba distesi con la bava alla bocca, qualcuno ancora rantolante, giacevano gli stessi cani a cui il giorno prima, avevo dato i resti dei pasti pasquali, e che loro scodinzolando, avevano accennato di gradire volentieri.
A questo punto mi chiedo , quale mostro di sadismo, abbia potuto fare un gesto così abietto di avvelenarli senza il benché minimo scrupolo di coscienza. Vorrei qui asserire senza tema di smentita, che mai, nessuno dei cani in questione aveva dato segni di alcuna aggressività.
Spesso alcuni esseri umani soffrono di una situazione di cino – fobia, che non guarisce certo con l’uccisione di cani innocui, altrimenti se dovessimo curare le centinaia di fobie che ci attanagliano, dovremmo distruggere il mondo intero, mentre sarebbe più sensato ricorrere ad un bravo psicoterapeuta.
L’amore per gli animali, o per il Creato, per usare le parole del Papa, che peraltro ha scelto un nome emblematico, “FRANCESCO” ci dovrebbe indurre ad avere con loro un rapporto di amore, che vi assicuro è sempre riconosciuto anche con maggiore della nostra sensibilità dai nostri amici pelosi.
E’ altresì cinico e deviante disdegnare i poveri cani randagi, ma voler bene al piccolo volpino che teniamo in casa, o seguire la moda del possesso del grosso pitbull che abbiamo in campagna e che lasciamo scorazzare senza guinzaglio ne museruola com’è accaduto nei giorni scorsi, dove un signore ha rischiato grosso per difendere il proprio piccolo cagnolino alla Villa Comunale, da un cagnone forse anche allenato alla lotta, pratica questa si da deprecare, condannare e perseguire..
Cari amici, se saremo più umani, anche gli animali saranno molto più umani nei nostri confronti.
A tal proposito mi sovviene una frase “francescana” di mio nonno, ormai deceduto da tempo, il quale soleva dire: “caru Turiddruzzu, ricordati sempri ca lu Diu di l’armali siemmu nuantri”.
Appare comunque chiaro che alcuni interventi, onde evitare il proliferare del numero dei cani, sono essenzialmente da mettere in pratica.
L’anagrafe canina, i micro – chip, la sterilizzazione, l’eventuale allontanamento temporaneo delle cagne in calore, che determinano in modo del tutto naturale, il concentrarsi di piccoli branchi di cani al loro seguito, il principio dell’adozione, sono tutti provvedimenti adottabili e tali da risolvere tanti problemi.
Cari amici che leggerete questo sfogo, uccidere è male, uccidere gli indifesi è criminogeno, è un’offesa al senso di umanità ed al “CREATO”. 

Totò Treppiedi.
Canicattì 4 aprile 2013.