Pietro Ancona : Due commenti su temi di attualità

1) A sconcica - 2) Nel fronte antimafia

1) A sconcica

In siciliano scuncicare vuol dire fare il verso deformando in senso spregiativo. E' quello che ha fatto ieri Crozza ad Ingroia indossando una parrucca-barba ed alterando la voce per farne qualcosa che degrada il modo di parlare di Antonio Ingroia. Anche verso Di Pietro il signor Crozza era stato irriguardoso e brutale. Si tratta di satira? No! E' killeraggio dal momento che il signor Crozza fa il verso a Bersani quasi in ginocchio esaltandone la bolognesità in senso bonario, molto bonario.
La signora Finocchiaro ed il Signor Casini si sono divertiti molto a vedere lo sfottò di Crozza . Anche il signor Floris era molto divertito.
Ma alla fine di Ballarò l'intervista di Ingroia è stata un grande successo. Ingroia buca lo schermo ed entra nelle famiglie dei telespettatori com molta naturalezza. Ha risposto con precisione e chiarezza a tutte le domande, domande imperniate sul refrain che viene ossessivamente ripetuto dai nemici di RC e cioè che un magistrato non dovrebbe candidarsi e se si candida deve dimettersi. Ma Ingroia ha fatto bene a candidarsi dal momento che la lotta politica parlamentare è uno sviluppo della lotta contro la mafia-stato che ha finora sostenuto. Tanto è forte e temuta la sua candidatura che subito dopo coloro che sostengono modi diversi verso la mafia hanno candidato Grasso che, come è noto, raramente è andato d'accordo con la procura antimafia di Palermo.
Abbiamo assistito poi ad una aggressione pesantissima di Ida Boccassini ad Ingroia al quale ha attribuito parole mai dette verso Falcone e che sono state smentite con molta serenità dal nostro.
Questo intervento della Boccassini mi induce a pensare che la scelta di Ingroia di partecipare direttamente alla lotta politica non sia stata ben vista non solo dalla destra filomafiosa ma anche da taluni ambienti della magistratura. Alcuni ambienti sono allarmati. Chissà se la trattativa Stato-Mafia continua a preoccupare quanti vorrebbero mettere per sempre una pietra sulla scoperta dei giudici palermitani.
2) Nel fronte antimafia

 

Distogliamo la mente per qualche minuto dalla campagna elettorale e pensiamo a quanto è successo in Italia sul fronte antimafia. Dopo la discesa in campo di Napolitano che prende posizione contro la procura di Palermo e sollecita la Corte Costituzionale ad un lodo che gli dia ragione sulla questione delle intercettazioni Ingroia e i suoi collaboratori si trovano completamente allo scoperto anche perchè
il PD si schiera del tutto con Napolitano e ne fa motivo per rompere con l'antimafia militante e combattente della magistratura.
I magistrati antimafia di Palermo si ritrovano soli. Anche l'Associazione Nazionale è contro di loro. Le dichiarazioni contro Ingroia si sprecano.
A questo punto è chiaro che si si vuole recuperare un qualche margine di agibilità contro la mafia bisogna creare una forza in Parlamento. I partiti di sinistra si prestano a questa necessità per la quale sono disposti a fare un passo indietro rispetto la società civile. Insomma mandano avanti Ingroia e si posizionano dopo di lui.
Il PD che oramai ragione come forza di governo capisce l'ostacolo che potrebbe venirgli in Parlamento per il suo progetto di normalizzazione e di indolore superamento della questione mafia-stato e mette in campo un pezzo da novanta: Grasso, persona notoriamente ministerialista e governativista che mai era andata d'accordo con Ingroia e Scarpinato e gli altri.
Ingroia è odiato perchè si è messo di traverso ad un progetto di "normalizzazione" del rapporto Stato Mafia che stavolta avrebbe protagonisti diversi ed assai più astuti di Berlusconi e Dell'Utri. Pietro Ancona