Poesia di Totò Treppiedi

 Confessioni di un suicida

Legai un capo della bandiera rossa
ad un tubo dell’acqua, in bagno,
l’altro capo stretto al collo
come un garibaldino d’altri tempi.
Il tubo era basso
i piedi poggiavano per terra
pensai… uno strattone deciso
avrebbe sortito l’effetto sperato.
Ebbi un attimo di paura,
l’istinto di conservazione?
Non accadde nulla
la mia caparbietà di morire
ebbe il sopravvento.
Quella bandiera,
che con me aveva garrito in tante piazze,
ancora una volta fece il suo dovere.
Della lettera lasciata sulla scrivania
mio figlio ne lesse solo 3 righe
un carabiniere gliela strappò di mano
perché elemento di indagine.
Chissà se è stata restituita,
chissà se qualcuno ha saputo
il motivo del mio gesto.
“alea iacta est”
Ho abbandonato il lerciume di questo mondo.
Sarò morto invano?

Canicattì li 7 dicembre 2012

Totò Treppiedi