P.ANCONA.1- Benvenuta Palestina 2- Le primarie della sinistra... 3-Bersani- Benzi....

1 - Benvenuta Palestina!
2 -  Le secondarie della sinistra....
3 - Il match Bersani-Renzi....-
 
il 29 novembre è una data importante per la storia dell'umanità: l'ONU con una larghissima maggioranza di voti ha accolto la domanda di ingresso della Palestina sia pure come  Stato osservatore. Non è stata resa ancora piena  giustizia dopo 65 anni al popolo della grande diaspora ma è un significativo passo avanti sulla strada del pieno riconoscimento dei suoi diritti e sopratutto della sua parificazione alla condizione giuridica di Israele e di tutti gli altri Stati del mondo.
  Stanotte i palestinesi hanno festeggiato in tutte le piazze della Cisgiordania e di Gaza. La decisione dell'ONU frutto della tenacia indomabile del Presidente Abu Mazen e il pronunciamento che lo stesso aveva fatto in difesa di Gaza hanno riavviato un processo di unità tra le due fazioni la cui divisione è stata causa di terribili sofferenze perchè è stata sfruttata in modo criminale da Israele.
   Il popolo palestinese  ha pagato duramente il suo riscatto come Nazione,  la sua indipendenza. Nel corso di questi sessantacinque anni migliaia di dirigenti politici militari e migliaia di intellettuali e tecnici sono stati  cancellati  dagli omicidi mirati di Israele. In atto migliaia di bambini, donne ed uomini sono chiusi a tempo indeterminato nelle carceri di Israele con provvedimenti meramente amministrativi.
  I corpi delle vittime dei palestinesi sono stati usati per un commercio di organi  che è stata una delle cose più indegne di questa lunga tragica e spesso allucinante storia.
   Voglio sperare che le organizzazioni che dirigono il popolo palestinese continuino ad avere, dopo questo incoraggiante riconoscimento dell'ONU che accresce il loro prestigio, una linea di sostegno per i popoli minacciati dall'imperialismo come l'Iran e la Siria e che l'ingresso della Palestina all'ONU segni un momento per la riconquista dell'unità dei popoli arabi, una unità non subalterna all'imperialismo in grado di scoraggiare i progetti colonialistici  delle multinazionali occidentali.
   Gli USA si sono isolati assieme ad Israele nella tracotante difesa dello status quo che vuole la Palestina come un grande lager in preda a programmi di colonizzazione forzata da parte israeliana. Coloni israeliani spesso richiamati da ogni parte del mondo per occupare la terra che appartiene da millenni ai palestinesi
   Obama ha perso la sua grande occasione storica di restare nella memoria della umanità come il Presidente della Pace. Si è mostrato mediocre ed ha confermato quanto diceva Sharon dell'America nelle mani degli ebrei e quindi di Israele.
    L'Italia si è comportata benissimo. Si è creata una contraddizione dentro l'Occidente e l'Italia si è collocata nella parte giusta nonostante la volontà del Ministro Terzi.  Il 29 novembre è stata una bella giornata di pace anche per l'Italia!
    Concludo questa breve nota ricordando l'opera del grande Arafat che ha dedicato tutta la sua vita alla causa del suo popolo e della pace nel mondo!
  Viva La Palestina libera! Viva Arafat!
2 - LE SECONDARIE DELLA SINISTRA DOPO LE PRIMARIE DEL PD

A questo punto dopo le primarie che si concluderanno domenica prossima e che hanno registrato la partecipazione di un elettorato che si considera e forse lo è davvero tra "i salvati" dalla crisi economico-sociale e certo non tra i "sommersi" perchè in questo caso in molti non si sarebbero recati a votare pagando due euro dopo avere assistito alla lotta tra comari di Pierluigi e di Matteo, tutte le forze che si ritengono fuori dal PD ed alla sua sinistra si dovrebbero radunare in un rassemblement nazionale che io chiamerei delle "secondarie". Si dovrebbe fare una riunione del genere di quelle che una volta convocava il Partito Radicale aperte a tutte le persone che si reputano di sinistra senza alcun bilancino di ingresso tra questo o quel partito comunista. Si dovrebbe dar vita ad un gruppo dirigente con un portavoce che non sia assolutamente nessuno dei leaders in carica da Vendola a Di
Liberto, a Ferrero, a Nencini, a tutti gli altri. Un uomo nuovo, un gruppo nuovo che si serva del consiglio di tutti senza "rottamare" nessuno.
Varare un programma che sia l'esatto contrario dell'Agenda Monti, un programma che prenda distanza dall'Europa e dall'Euro e che preveda un progetto di rinnovamento dell'economia italiana basato sulle nazionalizzazioni, su un programma davvero socialista.
Varare un programma che abbia la stessa radicalità del governo Monti che proprio oggi ha messo in discussione il sistema sanitario nazionale forse invidioso della tragedia che i suoi colleghi liberisti hanno saputo suscitare tra i malati in Grecia.
La sinistra italiana deve recuperare le sue radici che il PD ha disvelto non per stucchevole nostalgia del passato quanto per avere una forte base ideologica alla propria politica. Una base ideologica forte quanto quella di Monti e dei suoi amici che Bersani Renzi ed il PD condividono. Il Partito vero di Monti è il PD. Non dimentichiamolo!
Se si creano comitati in tutta l'Italia forse sarà possibile arrivare alle elezioni politiche con una lista che non sia di riciclaggio per nessuno ma di una nuova generazione di dirigenti. Si può fare! Lo spazio c'è ed è un grande spazio che non può essere occupato da chi ha ceduto le pensioni l'art.18 la scuola e la sovranità nazionale!
 
3) - Il match Bersani-Renzi. Un deja vu quasi stucchevole

Due ore nel canale classico della TV di Stato dedicati allo scontro tra i due contendenti delle primarie del PD, innumerevoli commenti già cominciati ieri sera su tutte le tv italiane e sui giornali e stamane ore ed ore di discussione di tre martellanti canali Rai New24, Rai3 e la 7. Già l'enorme attenzione dei massmedia all'evento crea l'evento anche se questo non ci fosse o ci fosse in senso tutt'altro che positivo come ci vorrebbero far crescere. Oggi tutti i mezzo-busti attribuiscono un punteggio di parità ai due. Anche questo è un atto di vassallaggio del "quarto potere" a coloro che probabilmente gestiranno il governo tra qualche mese.
Le due ore di ieri sera hanno fatto compiere un notevole passo avanti al processo di svuotamento e di americanizzazione della politica italiana. Oramai diventa fatto politico di straordinario rilievo la capacità di stare in TV, il modo come si è vestiti, la prontezza nel rintuzzare la capacità di mettere a disagio l'avversario.
Mi hanno riempito di tristezza le domande poste dai giovani dei circoli dei due contendenti. Una ragazza da Palermo ha chiesto a Bersani delle liberalizzazioni (sic) apparendo totalmente avulsa dal contesto in cui vive in cui non è certo le liberalizzazioni che fanno perdere il sonno a centinaia di migliaia di disoccupati; da Milano un'altra ragazza di fede renziana ha chiesto come possiamo essere credibili in Europa se critichiamo l'agenda Monti. Un'altra ha chiesto della legge elettorale preoccupandosi della "governabilità". Un incredibile processo di alienazione dalla realtà e di immersione totale della sfera di una politica del tutto contraria ai loro interessi.

La cultura della "base" del PD è insomma del tutto estranea alla condizione reale del Paese ed è fatta del politichese degli addetti al Palazzo.

Confesso che la tenzone mi ha messo disagio. Un giovanotto con modi da bullo e molta cattiveria in maniche di camicia che contesta un uomo di mezza età con la testa calva aureolata come quella di certi monaci della pubblicità di un caffè siciliano che duellano per un paio d'ore senza mai uscire dal seminato comune della cosidetta agenda Monti. Il duello mi sembrava imbarazzante ed irreale insieme. Mi sembrava già una forzatura il fatto che stessero insieme. Ad onore di Bersani debbo dire che è stato assai più educato del suo petulante oppositore il quale è sceso di livello diverse volte anche con allusioni familiari.
Naturalmente i contenuti del dibattito sono stati di puro politichese. C'è stato una differenza tra i due sulla Palestina che tuttavia non incide nella collocazione euroatlantista dell'Italia e sull'Europa e sulle politiche della BCE e della UE c'è stato da parte di entrambi un appiattimento sulle posizioni di collaudato liberismo già sperimentati in questo anno di governo Monti. Sul lavoro la differenza tra i due è data dalla intransigenza assoluta di Renzi ad azzerare del tutto la legislazione e partire dal modus Marchionne. Il suo guru è Ichino!

La realtà del Paese è rimasta estranea a grandissima parte del dibattito. Che cosa è diventata l'Italia dopo un anno di cura Monti e che cosa sta diventando con il fiscal compact in un paese sfasciato dal dissesto idrogeologico alla scuola alla deindustrializzazione galoppante non si evinceva in nessun passaggio del lungo dibattito. Non uno straccio di idea nuova o diversa da quelle che conosciamo dalla politica. Niente.
Ma eppure ieri sera abbiamo assistito ad una grossa operazione. Il montismo diventa la dottrina ufficiale del PD. Il PD si colloca su posizioni specialmente per le questioni dell'Euro e dell'Europa che sono a destra di quelle del gruppo dirigente del PDL. Mentre da Brunetta ed altri arriva qualche critica all'Europa, la consegna di Bersani e di Renzi è: nessuna critica, va tutto bene.
Due personaggi che in diversa misura ed in modi diversi hanno una bussola dalla quale non staccano mai gli occhi: l'euroatlantismo. Non una parola di critica per le banche e la speculazione e l'insulsa giustificazione ai guai che abbiamo avuto ed abbiamo è quella di attribuirli al berlusconismo ed ai suoi errori.
Ieri sera è scomparsa per sempre l'illusione che il PD in qualche modo potesse avere ancora un qualche "profumo di sinistra". Puzza della merda della Merkel e dei bombardamenti della Nato in Libia ed altrove. Bersani è Renzi erano in gara i e guardavano all'ambasciata americana al solo scopo di carpirne la benevolenza, il consenso. Noi siamo migliori di Berlusconi, di Casini e degli altri. Abbiate fiducia in noi. Forse che D'Alema non ha bombardato dieci anni fa Belgrado per fare piacere a Clinton? Ecco: noi PD siamo una garanzia per l'Occidente!
Pietro Ancona