VINCENZO SENA. Osservatorio Locale

 

Osservatorio locale
Car Wosh ed altre castronerie.
Ci risiamo, non solo, ma ancora una volta non posso non “indignarmi”,diciamo così, nel vedere lo scempio della nostra lingua da parte di “sprovveduti culturali” che, sicuramente non conoscendo l’italiano, ma molto più certamente, non conoscendo l’inglese, lingua dominante “nell’insegnistica” locale – ma non solo locale, ormai – mentre dovrebbe essere più facile e comprensibile scrivere “autolavaggio”, dovendo aprire un punto di lavaggio macchine, usano appunto il suddetto “barbarismo”.
La mia forte antipatia per questi sfoggi di cattivo quanto becero gusto, certo deriva dalla mia professione svolta nelle scuole, dove ho proprio insegnato l’italiano, bellissima, ricchissima, efficacissima lingua, che non solo è a portata di mano di tutti, anche della persona analfabeta che sicuramente ha imparato a parlare e a capire la nostra lingua, grazie alla TV, ma dovrebbe costituire un motivo di orgoglio, per gente di poca istruzione, che magari piange se perde l’Italia alla finale degli europei di calcio e ha seguito il torneo anche, facendo sventolare al proprio balcone il tricolore, così svisceratamente ostentato.
Un italiano perche deve usare la lingua inglese o, peggio, altre lingue meno in voga? E’ possibile, secondo me, servirsi dell’italiano per qualsiasi concetto o frase. Basta un piccolo sforzo e a chi pensa a queste stupidaggini, spesso incomprensibili non solo a chi le propone, ma anche, addirittura, alle persone, i clienti, a cui sono rivolte, ottenendo così l’effetto contrario.
Tanto per dare l’idea di questa mia avversione ai barbarismi linguistici in uso in tutte le attività commerciali del nostro paesello – ma non solo – non sono riuscito più nemmeno a dare un’occhiata ai titoli dell’inserto economico e finanziaria delle Repubblica del lunedì, dove a ogni parola in italiano seguono mille altre in inglese che, secondo loro, dovrebbero spiegare i concetti più profondi del mondo finanziario. Non ci riesco più, a dargli un’occhiata, come ho fatto per tanti anni: primo, perché, appunto, la l’inserto è eccessivamente e spesso anche inopportunamente pieno  di queste parole e non mi va più  sforzarmi a leggerli, senza spesso capirci niente, pur masticando un po’ d’inglese, secondo, perché ritengo che un quotidiano, anche se “specialistico”, ha il dovere – e può riuscirci, se vuole,- di usare la lingua del lettore, anche se l’argomento finanza o economia “ ha origini “, per così dire, inglesi.
 
Incrostazioni, pecche inveterate e difetti del mio paese ( con foto-testimonianze).
Le incrostazioni. Mi sarebbe facile dire e dimostrare con foto che le incrostazioni più frequenti e resistenti, che non vengono mai rimosse, sono quelle dei fondi dei cassonetti, che mi sono messo a fotografare per farli vedere ai lettori-naviganti. Ma ho dovuto rinunciarci, perché. oltre a non rendere con le foto il relativo nauseante tanfo che “inonda”, come una fragranza infernale, chi si avvicina solo un po’ ai cassonetti, nel rivedere in laboratorio il risultato dei click si vede ben poco e non si dà minimamente l’idea di quanto forti e abbarbicate siano le relative incrostazioni, di cui sto parlando.
E allora che faccio per mantenere la promessa di testimoniare i “fenomeni” in oggetto con foto? Una cosa più semplice, che fa vedere come l’ Azienda Territoriale Ottimale (ATO), alla nascita sarebbe stato più appropriato chiamarla OTP (Azienda Territoriale Pessimale), e, cioè, mi limito a riportare dele “belle” foto di come possono essere colme- anzi stracolme, traboccanti- i puzzolenti e sozzi contenitori della spazzatura, spesso anche di domenica, quando non tutti vengono svuotat( la prima, mostra le incrostazioni e la schifezza subito dopo che sono svuotati ):
                          Osservatorio Agosto 2010 004  Osservatorio Agosto 2010 002
           
Le pecche inveterate.Sono le “incrostazioni” – questa volta – socio-culturali e “incivili” di tanti “miei” concittadini, con casa - che magari loro chiamano villa - in campagna, i quali da tempo immemorabile per me, incivili erano venti-trent’anni fa e che io, appena vedo queste cose, non riesco a trattenermi dal chiamaere sporcaccioni (merdosi), non avendo essi/e ancora oggi cambiato costume e non essendosi minimamente “civilizzati” in tutto questo tempo, conferendo nei cassonetti,appositi, i loro “immondi” sacchetti di spazzature, in modo facile, sereno, naturale. Ecco le “scene” di questo vergognoso comportamento:
                         difetti comune 007   difetti comune 001
                       
                            
Difetti. Sono difetti dell’Amministrazione. Uno dei tanti: il “sarcofagismo”. Che consiste nel prendere questi aggeggi di forma triangolare,queste gabbie a strisce e delimitare tratti di strade cittadine, o di marciapiedi che stanno franando o sprofondando per mettere in guardia mezzi di trasporto e persone a scansarli ed evitare di finirci dentro. Niente di male, direte voi, anzi.. Sono d’accordo, ma il difetto qual è ? Che questi “benedetti” sarcofagi che segnalano un pericolo da evitare stanno lì, spesso per mesi e mesi e talvolta per anni ( se ne dimenticano ) e perfino ci crescono e ci muoiono le erbe, dove è possibile – come si vede, non dando uno buono spettacolo e una bella immagine di chi ci governa:
                      difetti comune 004    difetti comune 002
          
V, Sena (Canicattì 26 luglio 2012)