Margherita dolcevita. A cura di C.Benfante

 Margherira dolcevita. Di Stefano Benni

 Proprio ieri ho finito di leggere questo straordinario libro di S.Benni. Il libro è un gradito regalo di Daniela e Massimo. Sanno sempre scegliere libri che divoro che mi fanno riflettere nonostante la stranezza del racconto. La vita di Margherita e della sua famiglia viene stravolta dall'arrivo del cubo-casa-fungo-a vetri dei Del Bene, vicini ricchi che vivono di consumismo, dell' apparire e dell'aspetto esteriore. Gente che teme il diverso, che protegge  le proprie ricchezze da ipotetici zingari o poveri ladri. L'arrivo di questa famiglia cambia i membri della famiglia di Margherita, che vengono contaggiati dal virus dell'essere in forma  belli ricchi e potenti. Come nel film "The Truman Show" anche nella casa di Margherita ci sono telecamere che controllano la loro vita, che filmano per conoscerli meglio. Così come le aziende prima di commercializzare un prodotto studiano i gusti e le esigenze della gente. Cos'è la storia di Margherita se non la storia del nostro mondo globale? La nostra società fatta di bisogni indotti, di  soddisfazioni mai raggiunte. La nostra vita dominata dalla televisione, sempre più grande. La famiglia di Margherita dovrà rinunciare al termosifone per far spazio al grande televisore al plasma. Chi vede il mondo con altri occhi (Angelo il figlio dei Del Bene) è considerato un pazzo e viene rinchiuso in clinica. Chi non si adegua al modo di vivere dei Del Bene viene eliminato (il nonno di Margherita)E' vero o no che nella nostra vita l'anticonformista è considerato un pazzo?Per i Del Bene e dopo anche per la famiglia di Margherita, l'unico obiettivo sono i soldi che ti fanno avere tutto ciò che tu desideri. I soldi che si guadagnano in qualsiasi modo, anche illecitamente camuffando l'illecito con falsa umanità ( le protesi per i bambini colpite dalle mine). La storia di Margherita è la metafora del nostro mondo. Il finale tristissimo è troppo breve,ma lascia al lettore la possibilità di inventarselo, o meglio di vederlo con i propri occhi. Un consiglio? Leggetelo!

Margherita Dolcevita 

Autore: Stefano Benni
Editore: Feltrinelli
 

La trama:

 Margherita Dolcevita è una ragazzina allegra, intelligente e appena sovrappeso, con un piccolo problema al cuore. Vive con la famiglia fra città e campagna, il padre pensionato che aggiusta cose usate e la madre si occupa della casa e divora soap opera, il fratello maggiore è un fanatico di calcio e il minore un patito di videogiochi; Un nonno alquanto singolare ed un cane bastardino completano la famiglia. Un giorno, davanti alla sua casa, spunta, come un fungo, un cubo di vetro nero circondato da un asettico giardino sintetico e da una palizzata di siepi. Sono arrivati i signori Del Bene, i portatori del "nuovo", della beatitudine del consumo. Amici o corruttori? La famiglia di Margherita cade in una sorta di oscuro incantesimo, nessuno rimane immune e l'unico aiuto che rimane a Margherita è il fratello minore in quanto il nonno (iniziale sostegno di Margherita) viene allontanato.

Amara metafora delle trasformazioni della società moderna, Margherita Dolcevita è un'impietosa denuncia della mancanza di valori autentici, della volgarità del potere e dell'arroganza della ricchezza, che rischiano di soffocare la bellezza della vita.
"Quasi tutti i film e la tivù e i giochi per ragazzi ci invitano a ridere e stare allegri, così vediamo le puntate successive e compriamo i gadget. Però a scuola non possiamo ridere un minuto. La morale è: non dobbiamo ridere quando siamo contenti, ma quando sono contenti loro."

Il finale di Margherita Dolcevita è un finale incompiuto ed incomprensibile; una parentesi alla quale il lettore avrebbe dovuto rispondere autonomamente e costruirsi a seconda dell'interpretazione del romanzo che riusciva a dare, insomma della decisione di cosa era bene e cosa male, cosa giusto e cosa sbagliato.
 

Dal libro:

Dove sono finiti gli yes dogs? E gli hula-hoop? E le tartarughe NInja? E la carta moschicida? E la democrazia? (Pag. 178)

Mi chiamo Margherita
Peso meno in mutande che vestita. (Pag. 19)
 

Amor non corrisposto
Soffro e dimagrisco

Amor corrisposto a metà
Il peso non cambierà.

Amore corrisposto.
Questo amor non conosco. (Pag. 54)
 

Perciò io, che sono una bambina in scadenza, penso:
a) che i grandi non hanno più nulla da insegnarci;
b) che sarebbe meglio se noi prendessimo le decisioni,e i temi scolastici contro la guerra li scrivessero loro;
c) che dovrebbero smettere di fare i filmdove lagiustizia trionfa e farla trionfare subito all'uscita del cinema.
Ebbene sì,sono polemica. (Pag. 12)