Il macabro fascino della cronaca.

Il relitto della Costa Concordia

Di Carmela Benfante

Ogni volta che succede una tragedia, m'indigno per lo spettacolo delle "iene" sulla preda.

Dirette, speciali, interviste,eroi, capri espiatori.

Tutto questo balletto di esperti , specialisti, e naturalmente giornalisti mi irrita.

Naturalmente mi dispiaccio per le vittime e per le loro famiglie, per i superstiti che rimarranno segnati per tutta la loro vita, ma anche per il colpevole. "Qualcuno salvi Caino".

Dietro alla notizia comune, colpevolezza di Schettino, io rifletto su altro.

- La spettacolarità ad ogni costo, per esempio.

La nave che si "inchina" alle isole , le immancabili foto dei crocieristi e le riprese.

Li immagino: armati di telefonini di ultima generazione, di video camere e di ogni altra diavoleria.

Felici di mostrare al ritorno dell'opulente viaggio, i loro "trofei" cine-fotografici.

E il pericolo? Vada a farsi friggere! E quando succede l'irreparabile?

La Costa Crociere è pronta a scaricare tutto sull'umano-vile Schettino, ed è pronta a far partire un'altra nave carica di turisti, i quali passeranno davanti al relitto della Concordia naturalmente "armati di telefonini di ultima generazione, di video camere e di ogni altra diavoleria"

- la vacanza da nababbi

- la maestosità della nave, l'enormità delle piscine dei ristoranti......IL CONSUMISMO SFRENATO

- una settimana esagerata, per un ritorno dopo ad una mediocre normalità

Dopo la tragedia i particolari:

- le tragiche storie raccontate nei particolari

- le interviste strappalacrime

- i salvataggi eroici

- i mezzi di soccorso

...l'arrivare dei nostri.....

Basta...

non se ne può più.......