VINCENZO SENA. I "referenda". Quattro sì secchi secchi

 
 
”.Quattro sì secchi secchi"
 
( Lo so che è una “sciccheria sofistica”. Nel titolo ho voluto di proposito usare il plurale referenda, dal latino referendum, sostantivo neutro, singolare. Trattandosi di quattro “referendum”, voglio fare un po’ il “prezioso” e mostrare la mia “mostruosa” – alla Fantozzi - cultura in proposito. Molto probabilmente vi darà fastidio trovarvi di fronte a questa “sciocchezza” letteraria, ma tanto, quando scrivo mi diverto e se non vi divertite voi non è che ne sono felice, ma vogliate scusarmi e…andate fino in fondo. Ne vale la pena, per il tema che tratto).
 
I quattro referenda di domenica prossima e di lunedi. Due riguardano l’acqua che beviamo o usiamo tutti i giorni, quando sgorga dalla rubinetteria di casa. Vorrebbero privatizzarla, per farcela pagare di più e per impedire a tanta povera gente soprattutto, di farne l’uso che vuole senza essere tartassati dalle grandi multinazionali che ci fanno i soldi svuotando le nostre non sempre “ricche” tasche
 
E poi il nucleare, come fonte energetica, Non ci basta Cernobyl. Non ci basta Fukusshima, per imparare la lezione. Non ci bastano – che è poi la cosa più importante e più grave che lasciamo in macabra eredità ai nostri discendenti- le scorie che non si smaltiscono per secoli e secoli, per millenni. Il rischio di fatti come il maremoto del Giappone con  le migliaia di vittime che ha comportato, comporta e comporterà per tanti anni avvenire. La Germania l’ha capito suito ed entro dieci anni in quel grande paese le centrali saranno solo un ricordo del passato.
 
Infine,da quando l’assolutismo monarchico è stato spazzato via purtroppo con centinaia di migliaia di morti, attraverso “rivoluzioni e sommosse” sanguinose, a partire dalla rivoluzione inglese a quella francese e oltre e sono cadute tante teste, sono finite sotto la violenza della mannaia tante persone che credevano di essere privilegiate da Dio, a cui solo pensavano dovere rendere conto, sciolti da ogni legge, “legibus absoluti” è entrata con forza nella storia la democrazia e con essa il principio ineccepibile che “la legge è uguale per tutti”. E noi questo principio dobbiamo difendere e rendere definitivamente intangibile, malgrado “nuovi re assolutisti” continuino a credere che si possa tornare indietro di secoli e nel tempo. “ La legge è uguale per tutti”, non può essere diversamente, non deve essere diversamente, checché ne pensa Berlusconi e i suoi simili.
 
DUNQUE! Domenica e lunedì prossimi, non solo tutti dobbiamo recarci alle urne, a Canicattì, per votare Corbo e non l’altro – “cave canem” – ma per votare e oltrepassare il quorum dei quattro “referenda” di cui sopra.
 
Siano quattro sì secchi secchi, mettiamoci sopra quattro belle croci e… non se ne parli più.
 
Vincenzo Sena
Canicattì 8 giugno 2011