VINCENZO SENA e il "ballottaggio"

Vincenzo Sena e il “ballottaggio”
 
La “politica” locale mi sollecita a prendere la parola, anche se con riluttanza.
 
(Ho messo politica tra virgolette perché a me sembra che di tutto si può parlare in questo caso e da qualche anno a Canicattì, tranne che di politica: a me pare, infatti,che non solo Grillo e l’antipolitica abbia fatto breccia negli animi dei canicattinesi, giovani e di mezza età, ma anche in qualche modo abbia preceduto questo “fenomeno”, perché i sintomi si sono visti ben prima che Grillo facesse la sua apparizione attiva in questo settore della vita civile)
 
Con i tempi che corrono pensavo che qualsiasi cosa potesse succedere, in qualsiasi settore della vita associata non dovesse più meravigliarmi o stupirmi o, peggio ancora, sorprendermi. E invece, prima 460 candidati al Consiglio e sei sindaci candidati e….poi ( veramente cado dalle “nubi”!), pensate, pensate…uno dei due sindaci candidati , in lizza per il ballottaggio, senza farsi scrupoli di una benchè minima “moralità” e coerenza – e ancora peggio due dei sei candidati “trombati”, uno di “estrema destra” e l’altro di “sinistra”, Cammalleri e il “mio” Tedesco ( che io ho votato e fatto votare,esprimendo sulla sua persona “giudizi lusinghieri – che ritiro immediatamente, spargendomi cenere sulla testa-)hanno accettato , chissà da quali motivazioni spinti, comunque per nulla assolutamente accettabili hanno accettato di fare gli assessori per quello,  secondo me e forse oggettivamente, meno “qualificato” e più discutibilmente “limpido” dei due: Gaetano Cani. E voglio dire chiaramente, al di fuori e al di sopra di ogni moralismo politico, che non ha ragione di esistere in questo caso, ma tenendo conto della sua lunga e “travagliata” carriera politica e soprattutto non politica. Ricordiamoci che “ lo stile è l’uomo” e non è vero che in politica tutto può essere ammesso. Sì, tutto, ma dopo la coerenza, la linearità dei propri comportamenti, i principi a cui si crede, che non possono essere derogati, pena la morte dell’integrità civile,a cui nessuno può sottrarsi se ha a cuore la possibilità di vivere tra gli altri essere umani senza doversi vergognare del suo operato.
 
Anzi, aggiungo: comportandoci in questo modo non solo abbiamo fatto della politica “carta straccia”, ma abbiamo totalmente smarrito il senso del significato di Politica – sì, con la “p” maiuscola, senza fare retorica, ma per salvare il futuro delle nuove generazioni – così ben individuato a aprtuire dai tempi di Platone e Aristotele,più di duemila e quattrocento anni fa, per non parlare degli Illuministi più “illuminati” e tanti di quei poveri nostri antenati che nel Risorgimento e nella Resistenza hanno combattuto emolti sono finiti vittime del “boia” tiranno o del “boia” fascista e nazista.
 
Chiudo, facendo un appello, a questo punto, anche se dovrei smettere di perorare per la causa di qualcuno, dopo le scuffie prese con Tedesco: inviterei i cittadini che mi leggono a fare una scelta di necessità: votare e far votare Corbo. In fondo se lo merita, avendo forse non fatto bene né tutto durante i cinque anni del suo mandato, ma avendo sicuramente fatto del suo meglio e senza commettere errori così gravi o nefandezza “morali” da condannarlo alla sconfitta. Diamogli fiducia. L’altro non la merita affatto. E bene hanno fatto Bartoccelli e Daniela Ragona a rifiutare di entrare in questo calderone mefitico, e in questa notte trasformistica in cui “tutte la vacche sono nere”
 
Vincenzo Sena
Canicattì 5 giugno 2011