Le "amministrative" a Canicattì, di Vincenzo Sena

Le elezioni “amministrative” a Canicattì
Di Vincenzo Sena

 Uno come, che da almeno cinquant’anni, guarda con attenzione l’alternarsi delle Ammistrazioni che hanno governato la città, con felici o meno felici “fortune” – ci sarebbe da fare un romanzo d’appendice di quelli che una volta , quando erano pubblicati definitivamente contavano anche migliaia di pagine- a vedere come si sono messe le cose negli ultimi anni ( si direbbe a partire dal nuovo millennio)potrebbe sentire cattivo odore e turarsi il naso per procedere in attesa di tempi migliori.

 
Invece no. Questi sono i tempi, cambiano i gusti, le generazioni, le situazioni, le prospettive e il materiale umano di cui la società dispone e cambiano quindi i soggetti e le “ personalità” che ogni tornata ci propone e noi, da rispettosi osservatori del mondo d’oggi, oltre che fedeli e quasi “fanatici” assertori della democrazia, che lascia, giustamente spazio a chiunque vuole “entrare nell’agone” dobbiamo tenerne conto senza fiatare.
 
Quali sono le considerazione che soprattutto dalle elezioni precedenti alle presenti mi viene subito da fare a guardare le liste, primo come “quantità”(!) e poi come “contenuto umano, e lo “spessore” dei canditati-sindaco?
 
460 candidati nelle varie liste sono troppi. Ma, come succede sempre, per ogni cosa c’è il pro e c’è il contro. Di questi 460 candidati perlomeno 400 sono giovani e di questi il 90%non ha mai sentito parlare o voluto parlare di politica e, siccome io penso che essere a digiuno di politica per un giovane è come essere senza un braccio o senza la lingua o addirittura mancare del cervello – per me da quando ne ho sentito parlare per la prima volta ( avevo quasi quindici anni) la politica è il sale di tutto, è l’aria che respiriamo    ( chi ne manca vive come in apnea, anche per tutta la vita) – allora una cosa mi auguro: che questi candidati imparino qualcosa di vero e di profondo della vita e se non altro anche se, dopo la bocciatura sacrosanta di almeno 430 di loro circa, a fine votazioni, nauseati e delusi, non vorranno parlarne mai , questa boccata di aria li faccia respirare come si deve, per quegli esseri umani e sociali che comunque essi sono.
 
Ma perché, direte voi tutto questo afflusso? C’è una ventata di democrazia , una primavera canicattinese influenzata dalla primavera di cambiamento nordafricana? In fondo che cosa siamo noi siciliani del sud se non nord africani di nord? O, secondo me, c’è un,altro motivo che spinge questi giovani, spesso sprovveduti e don chisciotteschi a tentare la sorte? L’altro vero motivo potrebbe essere e mi sembra il più realistico che molti hanno ricevuto in cambio promesse che certi “bravi” candidati sindaci non potranno mai mantenere, come è sempre successo nel passato e l’allettante possibilità, una volta divenuti consiglieri, di mettere in saccoccia qualche misero euro di gettone di presenza che, con questi chiari di luna, “abbonè!”, sostituiscono la disoccupazione e la precarietà e l’incertezza del futuro.( Grazie Berlusconi! Grazie Tremonti). E questo reclutamento, come possono ben vedere i miei compaesani più acuti e “intelligenti”, smaschera qualche candidato sindaco , il cui passato democristiano e il cui presente spesso palesemente basato sul do ut des nella sua vita sociale e professionale è riuscito a creare a suo sostegno il maggior numero di liste
Basta sui “460, giovani e forti”… che in gran parte saranno ben presto “politicamente” morti. E me ne dispiace, perche vorrei che tutti avessero un lavoro e si interessassero di politica tutto l’anno e non ogni cinque anni, per un pugno di lenticchie e in condizioni di “servaggio”.
 
(Premessa:¨finora non ho seguito e non seguirò nessun dibattito televisivo dei candidati sindaci).
 
Ora parliamo un po’ di loro.
Sei! numero enorme anche in questo caso. Quasi certamente, perciò, andremo al ballottaggio: Salvo una sorpresa-"miracolosa" che riesca a fare arrivare uno di loro al 50% più uno dei voti al primo turno ( E può accadere. Perché no? In politica, purtoppo i "miracoli" non sono rari, specie se demo -cristiani...). A mio giudizio e per la mia esperienza che ha visto fallire subito i candidati, diciamo, di estrema destra o sinistra, escluderei subito Cammalleri, fascista “ortodosso” e di conseguenza “ortodosso” anomalo (vedi l’articolo di Maurizio Ferreri), ma poiché  la gente si lascia convincere facilmente dai chiacchieroni alla Berlusconi, che promettono mari e monti – la “disgrazia” che è più diffusa al sud – e che spesso ha attorno a sé un apparato elettorale costosissimo che incanta i gonzi, anche se io spero sempre che i canicattinesi non siano così “coglioni” (scusate!), è possibile che si affermi il candidaoi più spendaccioni e spettacolare. E poi non mi piace affatto chi cerca qualsiasi tipo di "allenza", sol perche in passato ha dimostrato di stravincere, per "essere a tutti costi sindaco e comandare"
Ma, naturalmente, essendo io , come tutti sanno quelli che mi conoscono, da sempre per naturale coerenza intellettuale, morale e politica, di sinistra, – non centrosinistra ( è giusto accettare le alleanze, senza eccessive rigidità e miopia politiche) , di questi cinque ,senza esitare butterei giù della torre, i tre di destra, centro e centrodestra , e salverei Alberto Tedesco, in primis, che voterò, e il sindaco uscente che ha l’audacia di presentarsi con una sola lista, il quale non ha fatto gran che in questi quattro anni, ma non ha fatto male del tutto. E poi, penso che, chissà parche, questo all’ultimo momento riesce a sfoderare l’asso nella manica che potrebbe volgere la sorti inopinatamente a suo favore, come è successo l’ultima volta.
Ma, credetemi, io conosco Alberto, un ragazzo serio, di poche parole, sempre impegnato fin da ragazzo nel sociale e nella cultura,fattivo e volitivo, concreto e senza fisime e superbie, con una certa esperienza politica maturata all’interno del PD, e conoscitore dei problemi e delle esigenze della città e dei canicattinesi, il quale , giovane com’è, potrebbe veramente dare una spinta di  rinnovamento, sviluppo e di fulgore nuovo a tutti i settori della vita della nostra amata Canicattì.
 
Sulla candidata donna, Daniela Ragoga, voglio dire solo un paio di cose. Primo, la sua è stata una scelta di opportunismo che dimostra scarsa personalità e quindi inadeguatezza a governare un comune come il nostro, cosa che richiede polso, intellegenza, autonomia e  decisione.Secondo, come donna io l'avrei votata perchè sono convinto che se sitratta di donne con adeguato pensiero indipendente , queste sono in grado di fare bene in politica, perchè rompono con i soliti schemi "mschilisti" che hasnno fatto della politica una cosa "sporca" e "disonesta": Le donne , se in buona fede e libere di pregiudizi, hanno più senso etico, più senso pratico, più grandezza mentale degli uomini, naturalmente in generale, senza farne un mito efacendo, anzi, i dovuti distinguo. Ma essere con Berlusconi come può dare garanzie delle cose buone di  cui parlavo sopra?
 
Per finire, voglio spendere due parole su “manifesto selvaggio”.
Porca miseria! Centro, destra, sinistra, tutti rispettassero gli spazi elettorali! E’ una vera vergogna e non si accorgono che si fanno tutti male tra loro ( paga, però, chi è più povero e ha pochi manifesti da affiggere). La sera vedi dei manifesti nei luoghi più in vista non autorizzati, l’indomani mattina non ci sono più: il candidato consigliere o sindaco più corrivo e più prepotente ne mette il doppio di sopra, e cosi nel pomeriggio e nella sera successivi!
 
Ecco un’altra “disgrazia” siciliana, che ci fa anarcoidi nel senso peggiore della parola, che ci fa assolutamente non rispettosi delle regole e delle leggi e che ci condanna ad essere visti come eterni negatori del senso dello stato.
 
Chi la conosce l’educazione civica! Chi la conosce! Dov’è mai finita qui da noi? C’è?.... manco a cercarla con il lanternino. E ricordiamoci che Diogene era siciliano.
 
( Una curiosita: lo slogan di uno dei candidati sindaco...."legalità, merito". Mi piacerebe sapere da chi ha appreso l'italiano, se conosce sempre bene il significato delle pariole, visto che...non mi sembra si sia mai interessato a mettere in pretica questi pincipi, sani, sacrosanti, inoppugnabili)
 
 
Vincenzo Sena
Canicattì 23 maggio 2011