Da il foglio volante:Sedotti e abbandonati

Sedotti e abbandonati

Il fatto pare sia ormai arcinoto, ma noi ne vogliamo comunque parlare, invitando i nostri amici e lettori a riflettere. Si dice che il lungo corteggiamento abbia finalmente avuto un esito: qualche settimana prima della tornata elettorale il Sindacoè entrato con la sua corte nel PD di Canicattì. Nuovi aderenti di “peso” che hanno scelto “disinteressatamente” di accrescere le fila di un partito “nuovo”, apportando un “contributo notevole” non soltanto in termini di voti, ma anche di “arricchimento culturale”. Sembra che per suggellare il patto d’amore si sia detto disponibile ad appoggiare un candidato alle regionali, purché indicato dai soliti vertici. E seppure i risultati conseguiti non siano stati quelli sperati, mancano circa duemila voti rispetto alle elezioni regionali del 2006, il PD cittadino si dice soddisfatto e forse lo sono gli ex DS, ma cosa ne pensano gli ex Margherita che forse non avranno più un deputato regionale di collegio? Davvero un buon lavoro, di alto profilo politico, ma soprattutto “intelligente” visto i risultati ottenuti. Del terremoto politico nazionale e della candidata locale, coscientemente “sacrificata” sull’altare del doppio gioco, non se ne parla alle “botteghe oscure” di Canicattì e si continua a far finta di niente.
Alla fine il matrimonio tra Cani e Corbi pare sia stato celebrato, in gran segreto e con una cospicua dote di voti… in meno. Da subito la nomenclatura si è posta un problema: accontentarsi di continuare a difendere questa Amministrazione, i cui numeri in Consiglio sono sempre più risicati oppure chiedere di entrare in Giunta, magari con un paio di assessori “di spicco”? Nella prima ipotesi non sarebbe stato 

 

difficile mantenere la posizione poiché da due anni non si è mai fatto nulla contro l’amministrazione in carica, nella seconda ipotesi invece sarebbe stato problematico riuscire a mettere d’accordo le varie “anime” del partito. Chi mandare in Giunta e chi decide sui nomi? Certo non sarebbe stato facile perché si rischiava di rompere gli equilibri precari affannosamente raggiunti con dolorosi compromessi, anche sulla pelle di tanti “amici” lasciati fuori in nome di esigenze più alte e nobili, non sempre comprensibili. Nel valutare questa “new entry” come una svolta politica grave e sbagliata, fatta contro ogni buon senso e soprattutto contro l’opinione della maggioranza dei cittadini, siamo davvero fieri di constatare che quanto abbiamo sempre detto e scritto, sin dall’inizio, era vero e che la classe dirigente locale, mai eletta ma semplicemente “acclamata”, abbia sempre avuto un unico obiettivo: creare le condizioni per l’inciucio, per il soddisfacimento di ambizioni personali, a scapito del partito e della buona politica.
Poi, però, all’improvviso il Sindaco ci ripensa, folgorato dai risultati elettorali, e cambia le carte in tavola, e d’altra parte solo gli imbecilli non cambiano idea. Sembra non gradire più la convivenza e dichiara di voler azzerare la Giunta, facendo l’occhiolino ai Lombardiani dell’MPA ai quali si offre, non più “vergine”, ma pur sempre “attraente”, senza condizioni, soltanto per il bene della città (sic!) e nella speranza di qualche finanziamento. Davvero un capolavoro politico, complici i capi del PD locale, ma del resto cosa ci si poteva aspettare: sono gli stessi che durante il ballottaggio delle amministrative del 2006 non esitarono a chiedere pubblicamente, senza interpellare nessuno, di votare per l’attuale Sindaco, dimenticando chi era e cosa avrebbe fatto, confidando poi in un contentino.
Ci rivolgiamo a quanti ancora credono alle parole del “gatto” e della “volpe”, a quei giovani ed a quelle donne che si prestano ancora, in buona fede, a fare da contorno alle manovre di individui che hanno l’unico scopo di “primeggiare” su tutto e su tutti, costi quel che costi. Denunciamo, ancora una volta, la volontà di trasformare il PD di Canicattì in un contenitore vuoto, da riempire di volta in volta, a seconda degli interessi di tizio e di caio, e siamo orgogliosi di essere fuori da questa logica. Ma finché potremo, lo diremo e lo scriveremo, liberi di pensare che un progetto come quello del Partito Democratico non può essere ridotto a merce di scambio, né può essere condiviso e portato avanti da personaggi che pensano soltanto alla propria affermazione. Ed ora che il cerchio si è chiuso, dentro non ci siamo rimasti noi, ma soltanto coloro che predicano male e razzolano peggio, che “cianciano” di un grande partito, che si definiscono dalla parte dei cittadini, che hanno la pretesa di insegnare agli altri la correttezza, la coerenza, l’onestà. Come direbbe Beppe Grillo ma vaffa…
 

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