CARMELA BENFANTE.Avventure siciliane alla vigilia di ferragosto

Avventure siciliane alla vigilia di ferragosto( Di C. Benfante)

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Ecco cosa succede a due ragazzi residenti a Reggio Emilia, in vacanza nella nostra isola.

Il racconto dei protagonisti:

14 agosto: partenza presto da canicattì verso Licata.
Nella strada a scorrimento veloce (scopriremo poi del comune di Naro), sul ciglio destro vediamo un cucciolo di cane nero seduto. Inizialmente ci scappa un sorriso, poi ci guardiamo negli occhi: il cane era legato? Abbandonato??

Appena possibile facciamo inversione di marcia e lo ritroviamo: aveva attraversato la strada ed era seduto, immobile, nel centro della corsia.

Ci fermiamo. Proviamo a chiamarlo ma non risponde. Proviamo a spostarlo ma non si muove. Ci armiamo di coraggio e proviamo a sollevarlo: non riesce a muovere le zampine posteriori. La carichiamo in macchina e pensiamo subito di portarlo da un veterinario.

Inizia qui l’odissea.

Primo tentativo: Caltanissetta. Lo studio è chiuso, ma qualcuno, pensiamo, per le urgenze sarà reperibile. Chiamiamo i cellulari: un veterinario è fuori sede. Un altro ha il telefono spento, la terza ci dice di avvisare la polizia municipale e, nel caso, portarlo lunedì. Troppo tardi, per noi.

Seconda tappa: Canicatti. Ci sono tre veterinari: l’unico che fornisce il numero di cellulare per le urgenze ha il telefono spento. Gli altri due hanno solo il numero dell’ambulatorio. E non ci sono.

Andiamo dai vigili urbani: ci dicono che è in funzione un servizio di veterinaria presso l’ospedale. Ci andiamo: è chiuso. Un signore (forse medico?) ci ascolta e ci suggerisce di chiamare il centralino dell’ospedale dove sono depositate le reperibilità dei veterinari. Lo faccio: mi danno il numero del medico “disponibile”. Lo chiamo e dice che lui non può venire, che non è un’emergenza e che lui sarbbe intervenuto solo se ci fosse stata “una moria di cani”. Proviamo ad insistere, a spiegare che è un’emergenza per noi, ma non c’è niente da fare.

Torniamo dalla polizia municipale: dice che il caso non è di loro competenza perchè il tratto di strada in cui lo abbiamo trovato appartiene al comune di naro. Quando capiscono che non vogliamo “scaricarlo” a loro ma curarlo e tenerlo ci danno il nome dei vetrinari di Canicatti..ma va?????

Chiamo la polizia municipale di Naro: non ripsonde nessuno.

Chiamo la polizia municiale di agrigento: mi dicono che il territorio non è di loro competenza. Spiego che non so che fare, ma non sono molto interessati.

Faccio di testa mia: cerco su google tutti i veterinari di agrgento e provincia. Mi risponde un solo dottore, a san leone. Gli spiego la situazione e, dopo essersi assicurato che al cane, nonostante fosse un randagino avremmo provveduto (economicamente, ovviamente) noi, acconsente e ci dà appuntamento entro le 14.

Andiamo il più velocemente possibile: ci accoglie un veterinario giovane ma gentile e, sembra, competente. Ci aiuta a spostare il cane e lo porta nel suo ambulatorio. Lo visita: le zampine sembrano a posto e ha sensibilità. Fa una lastra al bacino: frattura. Gli spieghiamo che vorremmo portarlo con noi, in aereo, e decide, per precauzione, di fare un’ulteriore lastra al diaframma, visto il respiro affannoso. Se fosse stato rotto, ci dice chiaramente che non sarebbe vissuto. Mentre sviluppa la lastra pensiamo che non può essere così, che starà bene e che verrà con noi. Per fortuna il dottore ci sorride: nessuna frattura!

Iniaziamo una terapia che dovrà durare una settimana con antibiotico e cortisone e poi si dovrà intervenire sulla frattura. Ma anche così può viaggiare!

Compila il certificato di buona salute, scopriamo che è una femminuccia e inserisce il microchip: benvenuta Kiba, la tua nuova vita ti piacerà!!

Massimo Ferreri & Daniela Bartoli

"Abbandonare al suo destino un animale ferito a causa di un incidente stradale potrebbe costare molto salato. E non fa differenza se il responsabile del comportamento omissivo abbia causato il sinistro oppure sia semplicemente “coinvolto” in esso: in entrambi i casi il trasgressore sarà punito con una sanzione amministrativa, più gravosa nel primo (da 389 a 1.559 euro), più leggera nel secondo (da 78 a 311 euro). E’ quanto stabilisce il secondo comma dell’articolo 32 del Ddl che riforma del Codice della Strada, approvato oggi in via definitiva dal Senato. Ma questa per gli animali non è l’unica novità. Il primo comma dell’articolo 32, infatti. oltre a consentire l’uso di dispositivi quali sirene e lampeggianti “ai conducenti delle autoambulanze, dei mezzi di soccorso anche per il recupero degli animali o di vigilanza zoofila, nell’espletamento dei servizi urgenti di istituto” colma un annoso e grave vuoto legislativo relativamente allo stato di necessità. Grazie alla riforma, chi dovesse trasportare animali in gravi condizioni di salute – la misura si applica anche ai privati – e si trovasse a violare le norme del Codice della Strada potrà invocare a sua discolpa lo stato di necessità, a patto di poterlo dimostrare. “L’introduzione nel Codice della Strada dell’obbligo di assistenza agli animali investiti o feriti è un passo di civiltà; un provvedimento che fa onore al Parlamento, che interpreta così il sentire del Paese nei confronti degli animali”, è quanto ha dichiarato il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, commentando le novità introdotte dalla riforma. (28 luglio)

Questa è la legge, che condivido a pieno. Ma come viene applicata?

Massimo e Daniela volevano rispettare la legge, ma nella nostra incivile isola questo non è stato possibile.

Aiutare un cane ferito ha provocato fatica, rabbia ed esborso di denaro.

Siamo alle solite, si fanno  belle leggi delle quali menare vanto ma poi non sono applicate.