Liberarci dalle Spine. Di Maurizio Pascucci

Liberarci dalle Spine . Di Maurizio Pascucci.

SIENA. Un protocollo d’intesa per promuovere la cultura della legalità ed attivare progetti di sostegno tecnico ed artistico alle attività legate al recupero dei beni confiscati alla mafia. E’ questo lo spirito dell’atto sottoscritto nei giorni scorsi presso l’Istituto d’arte “Duccio di Buoninsegna” di Siena dalla scuola senese insieme al Comitato provinciale Arci di Siena e alla Cooperativa sociale “Lavoro e non solo” di Palermo, che, dal febbraio del 2000, gestisce un’azienda agricola su diversi terreni confiscati alla mafia nel territorio di Corleone, Monreale, Roccamena e Canicattì. “La firma di questo protocollo – afferma Serenella Pallecchi, presidente del Comitato provinciale Arci di Siena – è il punto di partenza di un percorso di sensibilizzazione sui temi della legalità che mira a coinvolgere le scuole, e non solo. L’Istituto d’arte “Duccio di Buoninsegna” è stato individuato perché ha attivato, insieme ad altri 79 istituti scolastici toscani, un progetto biennale per introdurre un modulo sull’educazione alla legalità trasversale alle discipline scolastiche. L’iniziativa è promossa dal Ministero della pubblica istruzione, dall’Ufficio scolastico regionale per la Toscana e dalla Regione Toscana per stimolare la riflessione della popolazione giovanile sui temi della legalità, della solidarietà e della responsabilità civile”. “Il Comitato provinciale Arci di Siena – continua Pallecchi – si impegna a valorizzare la collaborazione tra l’Istituto d’arte “Duccio di Buoninsegna” e la Cooperativa “Lavoro e non Solo” in provincia di Siena, mettendo a disposizione le risorse umane, le attrezzature e tutta la logistica necessaria, compresi gli spazi ed i volontari dei circoli Arci dislocati su tutto il territorio provinciale. Accanto a questo, ci impegneremo ad organizzare, in collaborazione con l’Associazione culturale Arci Didee, nella sua galleria d’arte, aperta nuovamente da alcuni mesi nel centro storico di Siena, le esposizioni delle produzioni artistiche realizzate dai ragazzi dell’Istituto d’arte, in modo da rendere evidente ed accessibile a tutti, anche sul territorio senese, l’impegno e l’attività della scuola e della cooperativa. Quest’ultima, dal canto suo, si impegna ad organizzare le visite degli studenti in Sicilia, nei territori dove sono presenti i beni confiscati alla mafia ed assegnati alla cooperativa stessa, sviluppando percorsi di ricerca e di riflessione sul valore artistico e culturale delle comunità locali, sulla storia del movimento contadino, ecc”. 

“L'Istituto d'arte ‘Duccio di Buoninsegna’ di Siena – aggiungono Fabio Mazzieri e Patrizia Peccianti, rispettivamente vicepreside e coordinatrice del progetto per la scuola senese – si impegnerà nella progettazione e nella realizzazione di pitture, sculture ed altre forme artistiche volte a migliorare esteticamente i beni confiscati alla mafia ed affidati alla cooperativa “Lavoro e non Solo” dal Consorzio Sviluppo e Legalità. Le classi coinvolte sono la IV A , la IV B e la IV C e proporranno, come prima attuazione del progetto, una linea grafica per i prodotti alimentari della cooperativa. Gli studenti realizzeranno inoltre disegni e quadri destinati ai locali della cooperativa ed una serie di piatti ad uso comune con i nomi di coloro che partecipano al progetto”.
Vi invio un racconto che ci viene trasmesso dalla Syracuse University of Florence.
Oramai anche loro fanno parte del progetto Liberarci dalle Spine.
Noi ne siamo molto onorati .
All'inizio avevamo qualche dubbio o perplessità nell'avviare questa collaborazione .
Oggi possiamo affermare che senza gli studenti americani il nostro progetto si sentirebbe incompleto.
Vi allego un testo scritto da Frances, una ragazza statunitense che ha effettuato un tirocinio formativo con me all'Arci Toscana.
La sua presenza è stata utile e importante per noi, mi auguro anche per lei.
Giovedi scorso quando mi è venuta a salutare mi ha detto in perfetto italiano: "con voi ho conosciuto e capito cose che non pensavo fossero vere sia sull'antimafia che sull'altro!"
A me piace commentare "sull'altro".
So benissimo a cosa si riferiva Frances.
Ci sono dei muri ideologici così alti e robusti che però possono crollare con la semplice spinta dell'amicizia .
Ho inserito una foto dove due mani legano un tralcio di una vite che si trova nella vigna che ci è stata assegnata la scorsa settimana insieme ad un agriturismo nel Comune di Monreale alle pendici del Monte Jato.
Quel gesto effettuato da una delle 50 ragazze americane della Syracuse University comunica e fa riflettere.........................dell' importanza dei nostri gesti!
Un saluto a tutti e in questo caso anche a Frances che da Martedi tornerà a New York dove potrà raccontare tra le tante cose di aver fatto il suo tirocinio formativo in un luogo che per molto tempo è stato raccontato come negazione della libertà;
lì invece ha incontrato alcune verità e la voglia di difendere e apprezzare la giustizia sociale !

Un saluto

Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Esecutivo Arci Toscana

Frances A. Escano

 

“Non il solito fine settimana.”

 

Nel fine settimana generalmente gli studenti che studiano all’estero trascorrono il tempo visitando posti nuovi attraverso l’Europa. Loro trascorrono il loro tempo informandosi,ammirando il luogo che visitano e provando ad entrare in contatto con la città. L’ultima cosa che passa per la loro mente è lavorare, per non parlare del lavoro manuale. L’11 Aprile, 42 studenti hanno deciso di mettere a disposizione della comunità italiana il loro tempo libero, quando sono partiti per Corleone (Italia) per lavorare nelle terre confiscate alla mafia e consegnate alla cooperativa locale di agricoltori.

Nel 2007 la Syracuse University ha lanciato il programma “Semi della Legalità” che comporta il mandare i propri studenti come volontari in Sicilia, in collaborazione con Arci e Regione Toscana.

Da quel momento questo è diventato uno dei viaggi più popolari che la scuola offre.

Questo semestre gli studenti volontari sono stati i più numerosi che ci siano stati.

Per il soggiorno di tre giorni gli studenti sono stati accompagnati dai professori Alick McLean e Natalia Piombino. La loro prima esperienza è stata quella di visitare Erice e il Tempio di Se gesta. Dopo aver trascorso la giornata in questi posti fantastici hanno raggiunto Corleone dove hanno trascorso una piacevole serata cenando e facendo una passeggiata nel centro.

La mattina seguente sono andati al lavoro. Si sono recati nelle terre vicino al Monte Jato per lavorare nelle proprietà che sono appena state consegnate alla Cooperativa Lavoro e Non Solo. Il loro lavoro consisteva nel legare le viti ai fili in modo che la vigna produca grappoli. Questa procedura generalmente necessita di un paio di giorni per essere portata a termine ma con l’aiuto degli studenti ci sono volute solamente un paio d’ore. Ma anche il duro lavoro viene ricompensato.

I “Lavoratori per un giorno” hanno goduto di un pranzo nei campi e hanno trascorso dei bei momenti con i contadini Salvatore, Bernardo, Franco e gli altri.

La maggior parte degli studenti ha constatato che il lavoro in Sicilia è stata l’attività più gratificante alla quale abbiano partecipato da quando si trovano all’estero.

Questa è stata la perfetta opportunità per comprendere la comunità e i costumi e entrare a farne parte.

Come ha constatato Liz Margolis, studentessa della Syracuse University : “ Aiutare nei campi è stata la migliore attività del viaggio. Mi sono sentita veramente come se fossi entrata in contatto con la Comunità”.

Popola loro mattinata di duro lavoro si sono recati a Portella della Ginestra a hanno fatto conoscenza con i sopravvissuti al massacro avvenuto nel 1947.

Lì hanno appreso gli orrori accaduti in quel giorno di Maggio e l’influenza che la mafia aveva all’interno della comunità.

È un ‘ esperienza che ti apre gli occhi perché hanno toccato con mano quanto la mafia possa essere feroce.

Molti studenti hanno appreso che cosa fosse la mafia attraverso i media, soprattutto quelli americani, che ne hanno dato un immagine i film come “Il Padrino” e la serie “I Soprano”. Non avevano idea di quanto potere e influenza potesse esercitare la mafia all’interno della comunità.

Sono rimasti sorpresi nel vedere come la mafia abbia impedito alla Sicilia di diventare una società libera.

La domenica sono partiti alla volta di Monreale.Hanno visitato la fantastica cattedrale e il monastero. Dopo sono tornati a Palermo e hanno visitato l Martorana e il Ponte Dell’Ammiraglio .

Infine hanno preso il treno alle cinque e sono arrivati a Firenze la mattina seguente.

Anche se questo non è stato il fine settimana al quale gli studenti sono abituati,è stato uno dei loro preferiti.

Come ha detto uno studente” Questo programma ha permesso un’esperienza che terrò dentro di me per il resto della mia vita”.

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ieri pomeriggio(30/04/08) a Siena vi è stata una tappa importante nella promozione del vino della Cooperativa Lavoro e Non Solo.
Infatti con il Presidente dell'Arci Toscana Vincenzo Striano , del Coordinatore Regionale di Legacoop Antonio Chelli e del Presidente dell'Arci di Siena Serenella Pallecchi ,del Prefetto di Siena e del Presidente dell'Enoteca Italiana, è stata effettuata la sua presentazione presso l'Enoteca Italiana , il luogo del vino più prestigioso del nostro paese e attiva fin dal 1933.
Insieme a Calogero Parisi il Direttore dell'Enoteca Italiana il Dott. Carlesi è stato esplicito e molto diretto "in questo luogo deve esserci posto per tutti i buoni e onesti vini italiani. Qui troverà il suo posto anche questo vino che oltre ad essere buono ha il profumo della libertà "

Certo che noi siamo stati fortunati ad essere là presenti ma il nostro pensiero va a tutti quei volontari, moltissimi toscani , che in questi tre anni hanno condiviso con i soci lavoratori della Cooperativa Lavoro e Non Solo questa bellissima avventura.
Solo grazie al loro impegno e passione è stato possibile raggiungere questo bellissimo risultato.
Nel 2005 un vigneto da espiantare lasciato làdai mafiosi oggi la presentazione della prima bottiglia di vino all'Enoteca Italiana di Siena.
L'antimafia sociale è viva e la concretezza è la sua forza!!

Dopodichè la cena della legalità al Circolo Arci di Pianella.
Un luogo attivo nel sostegno all'impegno antimafia.
Oramai da due anni ci è molto vicino.
Noi siamo molti felici di questo.
Oltre cento persone presenti, oltre a me e a Calogero ecco la testimonianza di Giulia, volontaria dell'anno scorso che si è candidata a un doppio turno per quest'anno.
Giulia a 17 anni viene da San Casciano eppure sta diventando una veterana in quanto non è solo al secondo anno ma più volte mi ha aiutato nel venire a fare semplici ma significative testimonianze.
Alla fine della serata, ben organizzata con saluti e la proiezione del video edito dalla Mediateca Regionale, Domenico con la sua statura di precisione e di rigore prende il microfono e comunica che il nostro incontro ha fruttato €1.000 da donare alla Cooperativa lavoro e Non Solo per il centro di aggregazione giovanile da prevedere nell'edificio confiscato alla famiglia Riina.
Ecco che la socializzazione, la cena, la politica diventano concretezza.
Tra i tanti saluti un messaggio ci lega tutti insieme:

In questi giorni di smarrimento e di amarezza

Vi è la necessità di trovare il coraggio di andare avanti!

Questo non vale solo per i compagni corleonesi ma anche per tutti noi.

Un saluto a tutti,

Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine