GIUSEPPINA FICARRA:Recensione su "RIFLESSIONI.. "di Gabriella Portalone

  "Riflessioni e commenti su I Padrini di Giuseppe Carlo Marino"

(di G.lla Portalone)

Leggendo "Riflessioni e commenti su I Padrini di Giuseppe Carlo Marino" di Gabriella Portalone (http://www.isspe.it/Ago2002/portalone_g_.htm) sembrerebbe che il popolo siciliano non sia mai stato attore autonomo di rivolte,ma sia sempre stato strumento nelle mani dei baroni che ricattavano il potere centrale minacciando rivolte del popolo, aizzato da loro a ribellarsi al potere costituito nell'illusione di ottenere condizioni meno miserevoli di vita. Il popolo in verità non avrebbe una sua cultura.
Dice inoltre la Portalone, commentando il libro di Marino, <<Un popolo abituato all’anarchia e al dominio dei più forti, cioè alla prevaricazione e alla prepotenza, viene naturalmente abituato ad accettare supinamente la mentalità mafiosa, l’individualismo, il rifiuto di ogni tipo di sottomissione a poteri legittimi, la negazione dello Stato. Di conseguenza tutti i siciliani, per dirla come Gaetano Falzone, sono mafiosi,- è una questione di percentuale, - o come affermò dopo lunghi e dettagliati studi Franchetti, sono mafiosi per proliferazione genetica.>>

Nella presentazione del libro La Sicilia delle stragi Carlo Marino afferma: <<Questo volume dimostra almeno la credibilità della linea interpretativa che ho seguito ai fini di una valorizzazione della cultura siciliana come cultura “trafitta”, come cultura “crocifissa”, dalle classi dirigenti che si sono susseguite e che purtroppo hanno rappresentato il potere.>> Senza dubbio nel libro c'è veramente una valorizzazione della cultura del popolo siciliano, attore in primo piano di grandi lotte e rivolte.

A questo punto, crocifissione o meno della cultura, mi chiedo cosa veramente pensa Marino. Me lo chiedo anche perché, come ci dice Luigi Ficarra in "Dalla bolla di componenda....", lo storico Giuseppe Carlo Marino, si serve del concetto di egemonia di Gramsci, per dar ragione della presenza della cultura mafiosa in parte del popolo siciliano.

Se poi penso che Giuseppe Carlo Marino ha definito la sua Storia della mafia "ardimentosa", ritenendo necessario usare, oltre alle fonti classiche della ricerca storiografica, "metodi di ricerca di tipo indiziario", (http://www.centroimpastato.it/tesauro/biblio.htm) e poiché per me per via indiziaria non si dovrebbe condannare nessuno, tanto meno un popolo, mi chiedo se si è mai fatta una verifica concernente la “mentalità” del popolo siciliano che sia in qualche modo scientifica

La presenza della cultura mafiosa tra gli studenti, classe molto rappresentativa di tutti gli strati della popolazione, fin’ora non è stata confermata dalle ricerche fatte (Franco Di Maria e Falgares, Daniela Dioguardi in Liberazione 28-Gennaio-2006, La Torre a_sud_europa_anno-3_n-16) Non si tratta di ricerche rigorosamente scientifiche? Bene, ce ne sono altre che dimostrano il contrario? Non risulta neanche dall’esperienza pluridecennale di insegnamento mia, di colleghe mie molto affidabili, di Daniela Dioguardi con la quale ho avuto uno scambio di idee a proposito. Il sociologo Giovanni Lo Monaco (http://www.spazioamico.it/Giovanni_Lo_Monaco.htm) in una ricerca scientificamente seria (fa riferimento anche a ricerche effettuate in campo nazionale), pubblicata su Segno – mensile
Palermo – Anno XXXIII – N. 289+ - Settembre-Ottobre 2007, confuta molti luoghi comuni riguardo l’ipotetica cultura mafiosa del popolo siciliano.
Non mancano ricerche sicuramente attendibili su la "cultura", la "struttura mentale" del mafioso che è stato analizzato e studiato da medici e psicologi, proprio in quanto criminale mafioso. Ma questa è un’altra cosa.

Giuseppina Ficarra